Processo Piazza della Libertà: Celano e Russomando presentano un esposto alla Corte dei conti

Scritto da , 11 marzo 2017

 

di Brigida Vicinanza

“La decisione dell’Amministrazione comunale, che non intenderebbe costituirsi parte civile nell’ambito del processo che inizierà il 13 marzo sulla variante ai lavori di Piazza della Libertà, è inaccettabile ed irrispettosa per i cittadini di Salerno”. Con queste parole a scendere in campo sono i consiglieri di opposizione Roberto Celano e Ciro Russomando, in merito alla vicenda di Piazza della Libertà, in cui il Comune di Salerno non si costituirà parte civile. I due hanno scritto sia al sindaco che al presidente della commissione Trasparenza, in un esposto chiaro che hanno inviato anche alla Procura generale della Corte dei Conti: “Dal provvedimento di richiesta di rinvio a giudizio firmato dai pm Cantarella e Valenti, si evince che il Comune di Salerno ed il Ministero dell’Economia sarebbero parti offese in un procedimento che coinvolge, amministratori, tecnici ed imprenditori con imputazioni a carico gravissime che vanno dal peculato alla turbativa d’asta, al falso in atto pubblico, alla frode, all’illecito arricchimento – hanno sottolineato i due – tale determinazione potrebbe arrecare danni irreparabili ai danni dell’Ente e della comunità salernitana che, se i capi d’imputazione dovessero essere accertati definitivamente nel processo, sarebbero lesi nei propri interessi e nell’immagine. E’ doveroso, che il primo cittadino pro tempore della città tuteli più la comunità che rappresenta che i “compagni” di partito di cui, in ogni caso, si auspica l’accertamento di estraneità dai fatti contestati”. Poi Celano e Russomando concludono: “Per evitare possibili danni erariali all’ente, si chiede di rideterminare la propria decisione e di far costituire il Comune di Salerno nel procedimento di imminente avvio. Si chiede inoltre di invitare a partecipare alla seduta di commissione Trasparenza il sindaco, affinché possa motivare le ragioni che avrebbero indotto l’amministrazione a non costituirsi”. “Ho ritenuto opportuno, nella qualità di presidente della commissione trasparenza, condividendo la proposta dei consiglieri Celano e Russomando, di invitare il capo staff del sindaco e la segretaria generale dottoressa Ornella Menna per la prossima seduta di commissione di venerdì 17 marzo, per richiedere i motivi relativi alla mancata costituzione di parte civile nel processo penale in cui il Comune di Salerno è persona offesa in riferimento alla vicenda di diritti edificatori di Piazza della libertà”.  Ad affermarlo è proprio l’avvocato Cammarota, per il quale “non si comprende per quale motivo il Comune vada a costituirsi parte civile per vicende non istituzionali, come ha dichiarato di fare per “l’assassino di chicca”, e non invece,  come pure è avvenuto nel processo penale relativo alla vicenda Crescent in cui sono imputati collaudatori e dei tecnici e per cui è prossimo udienza il 6 aprile prossimodinanzi al giudice Albarano, anche per questo procedimento penale”.  Dunque, per Cammarota “E’ opportuno conoscere che la costituzione di parte civile ha dei precisi termini di decadenza e che rappresenta la richiesta risarcitoria che la persona offesa realizza nel processo penale, senza alcun rischio economico, in quanto il Comune si costituisce attraverso i suoi legali interni e, ove assolto l’imputato, non soccombe per le spese”. “Ma soprattutto”, insisté Cammarota, “è opportuno sapere che, in caso di costituzione di parte civile, non opera la prescrizione del reato, che di fatto escluderebbe anche l’azione risarcitorie in sede civile”. “Ne deriva l’obbligo”, conclude Cammarota, “e non la discrezionalità nella scelta, della costituzione di parte civile nei processi penali ove il Comune è parte lesa,rappresentando in mancanza ipotesi di danno erariale oltre che l’uso politico delle istituzioni”. Intanto il gruppo pentastellato Rousseau guidati dall’avvocato Oreste Agosto sta valutando la costituzione di parte civile e inoltre ha provveduto ad inviare al primo cittadino Enzo Napoli una diffida.

 

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