Procentese: «Quante ingiustizie per il mio Giovanni»

Scritto da , 7 Ottobre 2013
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Pronto a rivolgersi al tribunale di Brescia per inottemperanza ai provvedimenti emessi dalla casa di giustizia di Salerno. Peppe Procentese va dritto come un carroarmato nella sua lotta per provare a salvare la vita del suo bambino di quasi 10 anni. Sarebbe dovuto già essere alla terza infusione con il metodo Stamina, ma forse Giovanni Procentese non verrà mai chiamato agli Spedali Civili di Brescia. Ottobre è giutno e con esso sarebbe dovuta arrivare anche la chiamata dal nosocomio lombardo per consentire al piccolo affetto dalla malattia neurodegenerativa Niemann Pick di tipo C, di effettuare i carotaggi e poter finalmente iniziare le cure che potrebbero farlo stare meglio. «A Brescia – commenta con amarezza e rabbia il papà di Giovanni, Peppe Procentese – ormai non fanno iniziare più le cure per nessuno. Quelli che sono già alla terza infusione e dovrebbero fare la quarta, sono stati richiamati ma solo per effettuare altri prelievi di cellule, non certo per proseguire effettivamente le cure». Ma c’è dell’altro che non riesce a dar pace al padre di un bambino che sta lentamente spegnendosi sotto il suo sguardo, fino a questo momento, impotente. Il tribunale di Salerno ha dato parere positivo per l’accesso alle cure di Giovanni Procentese, lo scorso 18 marzo. A luglio, la famiglia di Pastena era pronta a partire per Brescia ma pochi giorni prima l’email che ha stroncato le speranze e ha rimandato tutto “presumibilmente” ad ottobre. «A parte questo – prosegue Procentese – mi devono spiegare come sia possibile che almeno quattro casi che hanno ricevuto la sentenza dopo il mio Giovanni, adesso siano già alla terza infusione. Mi devono spiegare perché gliSpedali civili di Brescia, che praticano 16/17 mila interventi l’anno, creano problemi sui 160 pazienti che dovrebbero accedere alle cure con Stamina. Di fatto, ora, all’ospedale sono fermi: hanno trovato l’escamotage di far tornare la gente per i carotaggi pur di non proseguire con le cure. Io questo lo traduco con una sola espressione: mancanza di volontà. Andrò al tribunale di Brescia e farò presente l’inottemperanza dei provvedimenti d’urgenza da parte degli Spedali, emessi dal tribunale di Salerno ormai sette mesi fa». (man)

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