Primo: non prenderle! E così arriva un altro pari

Scritto da , 26 ottobre 2016
salernitana

di Fabio Setta

ASCOLI PICENO. Terzo pareggio consecutivo per la Salernitana, il più brutto dei tre. Al termine di un match che la Salernitana avrebbe potuto vincere, vista la pochezza dell’Ascoli, ma in cui non ha mai dimostrato di avere la forza e la consapevolezza di poterlo fare. Eppure dopo una prima fase di studio durante la quale i mendicanti di bellezza (cit. Galeano) avranno cambiato canale, la Salernitana ha preso in mano il pallino di gioco. Nulla di eccezionale, ma la squadra di Sannino ha fatto sicuramente qualcosa in più dell’Ascoli. Sono stati diversi gli errori e poco il movimento senza palla dei giocatori di Sannino. E’ mancato il raccordo necessario tra centrocampo e attacco con un Caccavallo sempre chiuso dagli avversari. Ironia del calcio però è proprio l’ex Paganese ad essere il più pericoloso. Il 17 ha fallito un gol non difficile al 33’ di testa su cross di Della Rocca ma all’ultimo minuto su punizione dal limite ha centrato in pieno l’incrocio dei pali. Troppo poco in un primo tempo in cui l’Ascoli è sembrato essere in difficoltà non solo tattica ma anche tecnica. Sarebbe forse bastato accelerare ed alzare il ritmo per mettere davvero in difficoltà i padroni di casa. Una manovra un po’ troppo compassata, a volte quasi improvvisata, che ha vanificato il dinamismo di un ottimo Busellato. Troppo scontata la Salernitana nel suo organizzare le azioni offensive con il solo Improta che in grado di rompere la monotonia e uscire dalle righe della noia e della banalità. Anche nella ripresa quando pur avendo il pallino del gioco in mano la Salernitana ha rischiato di andare in svantaggio quando Cacia di tacco trova l’ex Gatto su cui è bravo Terracciano a chiudere in uscita bassa, Oppure al 64’ quando dopo un’indecisione tra Tuia e Vitale Orsolini non ha inquadrato lo specchio. Sannino a venti dalla fine si è giocato la carta Rosina. L’ex Bari non ha cambiato il match né il volto della squadra. Ancora una volta. Il match si è trascinato stancamente ma il tecnico granata si è dimenticato della possibilità di effettuare altri cambi. A tre minuti dalla fine tocca a Odjer. Resta in panchina per 90’ Donnarumma, al fianco di Sannino che si gode il quarto risultato utile consecutivo. Tutto qui, ma non è certo abbastanza.

Consiglia