Primi problemi per il nuovo dg

Scritto da , 13 dicembre 2013

di Andrea Pellegrino

La nomina di Vincenzo Viggiani dovrebbe essere pubblicata sul prossimo Burc, così come la graduatoria che ha guidato il Governatore Caldoro e il Rettore Tommasetti alla scelta del nuovo direttore generale del Ruggi d’Aragona. Ma la partita potrebbe non concludersi qui. Oltre alle nomine di direttore sanitario ed amministrativo, che a quanto pare sarebbero state opzionate dal Rettore dell’Ateneo salernitano, all’orizzonte potrebbero aprirsi contenziosi amministrativi. A quanto pare gli esclusi sarebbero pronti a rivolgersi al Tar per impugnare il bando che ha portato alla nomina di Viggiani, soprattutto all’indomani della pubblicazione (avvenuta qualche giorno fa) del nuovo avviso per la composizione dell’elenco degli idonei a svolgere le funzioni di direttore generale delle aziende sanitarie. Il tutto ruoterebbe intorno ad un parametro inserito nel bando per il manager del Ruggi e non tenuto conto nell’ultimo atto regionale. Praticamente l’avviso regionale per la scelta del dg dell’ospedale di via San Leonardo prevedeva il possesso dell’esperienza dirigenziale almeno quinquennale nel campo delle strutture sanitarie o settennale negli altri settori, maturata nei dieci anni precedenti la pubblicazione del bando. Una norma, secondo alcuni, inserita dalla Regione Campania e non contemplata, però, dalla legge nazionale. Tant’è che nel recente avviso sembra che non ve ne sia traccia. Ancora non è escluso che alla base dell’impugnazione da parte degli aspiranti direttori generali ci sia la valutazione dei titoli. Potrebbe essere più travagliato del previsto, dunque, l’insediamento di Viggiani, giunto direttamente da Napoli, per guidare il complicato nosocomio salernitano, di recente azienda ospedaliera universitaria. D’altronde la nomina potrebbe pagare un percorso politico non condiviso con le rappresentanze politiche territoriali. Basterebbe un semplice screening del management salernitano (nominato dalla politica) per rendersi conto che di salernitani non c’è neppure l’ombra. Perfino l’azienda dei trasporti pubblici locali è a guida “straniera”.

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