Primarie, Valiante e Vaccaro bloccano Nicolais. Oggi ultima trattativa

Scritto da , 24 febbraio 2015

di Andrea Pellegrino

L’ultimo tentativo per superare le primarie pare sia fallito ieri mattina. La riunione al Terminus tra le diverse aree anti-primarie del Partito democratico si sarebbe conclusa con l’ennesima fumata nera. Questa volta si tratterebbe di quella definitiva, considerati i tempi strettissimi e l’approssimarsi del primo marzo, data fissata per le consultazioni interne per la scelta del candidato governatore. Seppur c’è chi ancora spererebbe nel “miracolo” con una convocazione di un’assemblea regionale che possa spazzare via le primarie di domenica. Sulla carta, infatti, ci sarebbero i voti necessari per affrontare la discussione in assise, ma allo stato, così come ormai da settimane, mancherebbe il nome unitario. Gino Nicolais, infatti, benché sostenuto da gran parte del partito (naturalmente dalle aree anti primarie) sarebbe stato bloccato dall’area di riferimento di Guglielmo Vaccaro e da parte dei renziani, nonché dal deputato salernitano Simone Valiante. Viceversa Gennaro Migliore avrebbe incassato lo stop dalla parte opposta che imponeva il suo principio: «nessuno degli attuali candidati alle primarie (Migliore compreso) potrà essere ilm leader unitario». L’accordo, così, sarebbe saltato tra un tira e molla e l’altro, nonostante le riunioni fiume ed anche notturne di questi ultimi giorni e l’interessamento di Guglielmo Epifani, Luca Lotti e Lorenzo Guerini. Sfumato anche il pressing su Vincenzo De Luca. Vani tutti i tentativi di convincere il sindaco decaduto di Salerno a ritirarsi dalla competizione. Dopo Guerini e Casillo (suo ex sostenitore), ieri sul caso De Luca è intervenuto anche il deputato del Pd Matteo Richetti. «Premesso che non stiamo dando un grande spettacolo nell’indecisione se fare o meno le primarie, un partito come il nostro deve stabilire una volta per tutte se farle o meno e poi agire di conseguenza e non tergiversare o rinviarle di continuo», ha detto il deputato che in merito a De Luca ha affermato: «Premesso che De Luca è un ottimo amministratore, come testimoniano le condizioni di Salerno, città fra le meglio governate nel Sud, detto questo, è oggettivamente un problema la sua condanna in primo grado ai fini di una eventuale elezione in Campania. Gli auguro di tutto cuore – ha concluso Richetti – di dimostrare la sua totale estraneità, ma, se fosse eletto, verrebbe automaticamente sospeso da quell’incarico. Fossi in lui, non mi candiderei». Per Andrea Cozzolino non ci sono più dubbi: «Domenica si recheranno al voto, per le primarie del centrosinistra, decine e decine di migliaia di cittadini. Sarà una grande e serena domenica democratica. Il Pd – aggiunge – ha, fino ad ora, gettato alle ortiche una straordinaria occasione per dialogare con i cittadini, per riaccreditarsi con il suo grande patrimonio di idee e di personalità. Adesso guardiamo avanti, sperando di non perseverare nell’errore. Chiunque vinca sarà il candidato di tutto il Pd e del centrosinistra. Non si viene a capo delle tante sofferenze di questa regione senza un grande, unito e forte Partito democratico».«La macchina organizzativa, seppur lentamente – prosegue – sta entrando ormai verso il pieno regime. Ci sono tutte le capacità organizzative per fare del 1 marzo una grande festa della democrazia. Ciò che al momento sembra ancora mancare a qualcuno è la volontà politica. Chi fa il tifo per l’incidente, per la rissa, va contro gli interessi dello stesso Pd, del centrosinistra ma soprattutto della Campania. C’è stata una durissima battaglia intorno allo svolgimento delle primarie. Adesso davvero basta. Occorre uno sforzo da parte di tutti per lasciarci alle spalle tutto quanto e guardare uniti avanti. Per quanto ci riguarda oltre che a vincere- conclude Cozzolino- pensiamo solo a come unire tutto il nostro partito». L’ultimo colpo di scena ora potrebbe arrivare da Roma con la discesa in campo di Matteo Renzi. Ma c’è anche chi non molla la presa in Campania ed è fiducioso che nulla sia ancora perso e che entro mercoledì il nodo sarà sciolto. «C’è una parte maggioritaria – dice Peppe Russo, consigliere regionale – che capisce i rischi di una eventuale competizione interna, così come strutturata. Conti alla mano siamo al 70 per cento e credo che ci siano ancora margini di manovra». Si prevede, oggi, un ultimo disperato tentativo prima di dare il via libera definitivo alle primarie. In campo, oltre Nicolais, rispunta il nome di Andrea Orlando mentre si valuta la soluzione istituzionale che risponderebbe al nome del segretario regionale del Partito democratico campano, Assunta Tartaglione

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