Primarie ormai inevitabili. Si converge su Cozzolino

Scritto da , 26 febbraio 2015

di Andrea Pellegrino

L’indicazione sarebbe arrivata. Dopo l’ennesimo giorno di riunioni, strappi e polemiche, a Roma sarebbe stata tracciata una prima linea. Sì alle primarie del Pd di domenica e sostegno forte ad Andrea Cozzolino, uno dei cinque candidati alle consultazioni interne. L’accordo sarebbe stato sancito (il condizionale è d’obbligo e i colpi di scena sono dietro l’angolo) tra alcune aree democrat campane ed il vicesegretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini, che da mesi segue da vicino il complesso caso campano. Già in mattinata l’altra vice di Renzi, Deborah Serracchiani aveva elogiato il lavoro del collega del Narazeno esprimendo il suo sì alle primarie in Campania.
Anche ieri fino a tardi si è cercato di evitare ciò che per molti sarà una semplice e preoccupante “resa dei conti” interna al Partito democratico, con inevitabili conseguenze future. Ma alla fine, nonostante il documento sottoscritto martedì da circa 40 persone e nonostante la dura lettera aperta dell’eurodeputato Massimo Paolucci e le accuse del deputato Guglielmo Vaccaro, si è evitata la convocazione dell’assemblea regionale e con essa la proposta di Gino Nicolais come candidato unitario. A quanto pare, il documento recapitato martedì ai vertici del partito non è stato ritenuto ricevibile.

L’INCONTRO A ROMA
Ad incontrarsi ieri pomeriggio a Montecitorio una folta delegazione di amministratori e parlamentari campani (tra gli altri Salvatore Piccolo e la segretaria Assunta Tartaglione, il presidente Stefano Graziano, i consiglieri regionali Lello Topo e Mario Casillo). A quanto si apprende, fermo restando il ruolo di garante che il Pd nazionale intende svolgere per garantire lo svolgimento della competizione interna, gli equilibri del Pd regionale si sarebbero spostati nella direzione del sostegno al candidato Andrea Cozzolino, esponente dei “Giovani turchi” che godrebbe anche sul supporto del ministro Andrea Orlando. Dalla sua Cozzolino nei giorni scorsi aveva convinto anche il deputato Simone Valiante, nonchè il sottosegretario al Mit Umberto del Basso de Caro. A quanto pare nel salernitano Cozzolino potrebbe incassare anche il sostegno del consigliere regionale Donato Pica.

VACCARO: «VOTO CALDORO»

Ma le polemiche non sono mancate. Soprattutto da parte del lettiano Guglielmo Vaccaro, che per Migliore (altro candidato alle primarie, sponsorizzato dai renziani) chiede una onorevole uscita di scena. «Ora – dice  Vaccaro – spero che il partito si preoccupi di salvare il soldato Migliore offrendogli un posto al governo per uscire a testa alta da una vicenda in cui è stato scaraventato». Poi l’attacco a Renzi: «Non convocare l’assemblea – sottolinea Vaccaro – equivale a un’indicazione che porta alla vittoria di Caldoro. Quanto a me, se Migliore non sarà della partita, non escludo di guardare ad altri candidati fuori dal Pd come Nino Daniele o lo stesso Caldoro. Di certo posso escludere a priori di poter sostenere un condannato o un altro candidato che era inopportuno presentare (De Luca, ndr)».

Quanto a Gennaro Migliore i renziani non nascondono le loro preoccupazioni. Ora potrebbero dover rivedere le loro posizioni e in Transatlantico gira con insistenza l’ipotesi che alla fine Migliore si ritiri anzitempo dalla competizione. Ma dallo staff del deputato ex Sel, per ora smentiscono:  «Siamo impegnati nella campagna per le primarie. Come si dice: pancia a terra».

TARTAGLIONE: «VADA VIA»

«Vaccaro rispetti le regole o vada via», la risposta della Tartaglione al deputato campano. «Una caratteristica del Partito democratico è sempre stata quella del confronto, del dialogo, del rispetto delle regole e della democrazia. Anzi talora siamo stati accusati di discutere e polemizzare troppo ma la complessità di un partito grande ed eterogeneo comporta la capacità di ascolto e di accettare il responso della maggioranza anche quando non si è d’accordo. Gli ricordo che tutte le decisioni in merito alle primarie sono state prese negli organismi di partito in accordo e alla presenza del vicesegretario nazionale Guerini, e votate anche da lui». Una tesi ribadita anche dai membri della segreteria regionale Gino Cimmino e Nello Mastursi. «Noi siamo abituati a rispettare le regole. Se Vaccaro pensa di poter cambiare bandiera, candidato o di ritagliarsi le regole a suo piacimento gli ricordiamo che non può disporre del partito come del suo sarto personale altrimenti si dimetta. Il Pd risponde solo ai suoi elettori, ai militanti e ai suoi regolamenti e non faremo certo prevalere la vanità personale di nessuno, men che meno di chi finora non ha ancora mostrato capacità dirigenziali né elettorali».

SI DISTRIBUISCONO I KIT
Da via Manzo a Salerno già da ieri hanno convocato tutti i segretari di circolo ed i presidenti di seggio. Appuntamento sabato mattina per ritirare il kit mentre stasera i deluchiani s’incontreanno (ore 19,00) al Grand Hotel dove Vincenzo De Luca terrà il suo comizio di chiusura della campagna per le primarie.

IL SÌ DI GUERINI

A certificare l’appuntamento di domenica, infine, il vicesegretario nazionale Guerini: «Le primarie rappresentano una grande sfida che, certamente tra mille difficoltà, abbiamo cercato di portare avanti nello spirito del dialogo e dell’unità del partito. La decisione delle primarie per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione Campania è stata presa dagli organismi di partito, rispettando lo Statuto e le regole. Legittimi sono stati i tentativi di una candidatura unitaria che però non hanno portato a un risultato. E da lunedì prossimo chiunque esca vincitore dal confronto delle primarie deve essere il candidato di tutto il partito.».

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