Prelevata in casa con la forza dai datori di lavoro

Scritto da , 14 Luglio 2013
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Prelevata di casa dalla propria abitazione con la forza e aggredita solo perché non si era presentata sul posto di lavoro, per motivi di salute. Questa incredibile storia, con protagonisti una coppia di lavoratori marocchini, Ait Younes Mhand e Nabil Zhour, in Italia con regolare permesso di soggiorno, caratterizzata dall’incredibile violenza e contornata di una cappa di intolleranza, si è consumata meno di un mese fa a Mercato San Severino. Nabil è una donna marocchina che da circa un anno risiede nel centro della valle dell’Irno e per aiutare l’economia familiare, lavora dallo scorso agosto in una pasticceria. La cittadina straniera non ha un regolare contratto, ed è costretta a prestare servizio per 15 ore al giorno per la misera paga di 30 euro. Nabil non può far altro che sottostare a questa condizione di semi schiavismo: ha bisogno di denaro e di lavorare per rimanere in Italia. Tutto procede quasi regolarmente, almeno fino a quando a causa dei tremendi orari lavorativi Nabil sviene. Il medico le impone riposo e di astenersi per almeno 10 giorni dal lavoro. Ed è esclusivamente per questo motivo che la donna il giorno successivo, il 26 giugno, avvisa che non si recherà in pasticceria. Ma alla lavoratrice viene intimato di presentarsi nelle cucine comunque o sarebbe stata prelevata con la forza. Sembra solo una minaccia e la coppia di conviventi marocchini mai si sarebbe aspettata che i datori di lavoro da li a poche ore sarebbero passati ai fatti. Due energumeni (uno dei quali è il genero della proprietaria della pasticceria) bussano alla porta dell’abitazione della coppia di cittadini stranieri, intimando di aprire e qualificandosi come agenti di polizia. Alle richieste di spiegazioni da parte di Ait, gli uomini rispondono con la violenza: Ait viene scaraventato contro il muro e Nabir viene trascinata con la forza sul posto di lavoro. Il compagno della donna corre alla pasticceria per capire cosa stesse succedendo, ma li ad aspettarlo trova ancora i due bruti che lo pestano fino a fargli perdere i sensi. L’uomo viene trasportato al Curteri, dove a sorvegliarlo c’è uno dei due galantuomini che vuole assicurarsi che non abbia intenzione di denunciarlo. Ma per fortuna ad assistere il marocchino intervengono i membri di Usb di Castel San Giorgio e l’avvocato Alfonso Amato, sindaco di Sicignano. Adesso la coppia, sempre sotto la tutela dell’avvocato Amato, ha deciso di sporgere denuncia contro i loro aguzzini, capaci di un comportamento degno dei migliori schiavisti ed ora accusati di sequestro di persona, violazione di domicilio, violenza privata e percosse. Ait e Nabil hanno ancora paura di ripercussioni e per questo, in queste ore stanno lasciando Mercato San Severino. Usb Salerno e i suoi membri, che fin dalle prime ore avevano seguito questa odiosa vicenda, continuano ad assistere la coppia di cittadini stranieri e chiedono l’intervento immediato delle autorità, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Prefetto, per evitare che questi incredibili atti di violenza, razzismo e sfruttamento, non si ripetano più. Proprio per sensibilizzare ulteriormente la popolazione, in particolar modo quella del comune in cui l’episodio di intolleranza si è consumato, oggi Usb ha indetto un sit-in antirazzista, dalle ore 11 alle ore 14, in piazza Vittorio Imperio, di fronte al palazzo di città. gli attivisti del sindacato hanno invitato anche le autorità cittadine a prendere parte a questa pacifica manifestazione al fine di dimostrare sostegno alla coppia aggredita e per far capire in maniera forte che gli autori di questi gesti sono una microscopica percentuale dei cittadini di Mercato San Severino.

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