Porta Ovest, danni ai piloni dell’autostrada? L’inchiesta partita nel 2013

Scritto da , 9 giugno 2015

di Andrea Pellegrino

Il fascicolo è stato aperto nel 2013, ossia quando ci fu la prima frana al costone roccioso nei pressi della Total Erg sull’ex statale 18 nel tratto che collega Salerno a Vietri sul Mare. Da allora il cantiere della Porta Ovest è attenzionato dall’autorità giudiziaria di Salerno che la scorsa settimana ha proceduto al sequestro totale dell’area interessata dalla realizzazione delle due gallerie. Al momento gli indagati sono sei ma non si esclude che il registro conti molti più nomi. Non fosse altro che l’originaria inchiesta risale, appunto, a due anni fa e potrebbe essere stata arricchita anche dagli episodi successivi: come gli smottamenti che si sono verificati nel 2014 proprio sulla medesima arteria stradale e sul medesimo costone roccioso. A novembre 2014 (ed in particolare l’11), invece, risalirebbe l’inchiesta sull’eventuale frode sui materiali utilizzati dall’impresa aggiudicataria dell’appalto messo a gara dall’Autorità portuale di Salerno. All’epoca il cantiere di via Ligea fu visitato dalla Guardia di Finanza. Fin qui, dunque, le diverse inchieste passate (figlie probabilmente del medesimo procedimento penale) sulla Porta Ovest conclusesi, ad ora, con il provvedimento di sequestro del cantiere per opera della Dia su ordine della Procura della Repubblica di Salerno, ed in particolare del pm Senatore e Alfano. «Un atto di urgenza», così come definito dal procuratore Corrado Lembo per garantire l’incolumità pubblica e quella dei lavoratori del cantiere. «Tutti gli accertamenti necessari e sufficienti saranno compiuti nel modo più rapido possibile – ha ribadito ieri mattina il procuratore Lembo – Credo che ci sia un valore, quello della salvaguardia della vita umana di tutti coloro che lavorano nel cantiere o che direttamente o indirettamente accederanno all’area dei lavori». Al vaglio dell’autorità giudiziaria ci sarebbe un crollo verificatosi all’interno delle due gallerie. Secondo i primi accertamenti si sarebbero piegati due archi di sostegno. Ieri la nomina dei periti della Procura (Marcello Romano e Franco Ortolani) e di quelli di parte (Luigi Perrotta e Sebastiano Pelizza di Torino) che entro il 30 giugno dovranno fornire la loro relazione, determinante per il dissequestro o meno del cantiere. Giovedì partiranno i sopralluoghi degli esperti che dovranno rispondere, dunque, a dei quesiti sottoposti dall’autorità giudiziaria. Tra questi, uno riguardante il viadotto autostradale che attraversa il tratto interessato dallo scavo. Si dice che una delle segnalazioni sia partita proprio dalla società “Autostrade meridionali” che, tra l’altro, attraverso un parere si era opposta alla realizzazione della galleria del Cernicchiara. Parere che è allo stato sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti. I periti, infatti, dovranno accertare, in particolare, se ci siano stati “movimenti dei piloni” del viadotto autostradale e se c’è un «nesso tra i movimenti e gli scavi» per la realizzazione del tunnel. La Tecnis avrebbe già messo a disposizione uomini e mezzi necessari per supportare i sopralluoghi tecnici che prenderanno il via giovedì. Ma ci sarebbe un ulteriore dettaglio che caratterizzerebbe la complessa inchiesta giudiziaria: ossia il coinvolgimento della Dia. In tal senso non si esclude che ci sia una “attenzione” particolare nei confronti delle imprese che lavorano nel cantiere di Porta Ovest.

Consiglia