Porcaro sbatte la porta: Atto di accusa contro De Luca e D’Amelio

Scritto da , 3 maggio 2017

 

di Andrea Pellegrino

«Mi dimetto da componente e presidente del Collegio dei revisori dei conti della Regione Campania per riaffermare l’autonomia, indipendenza e terzietà del Collegio e non essere considerato uno scomodo corpo estraneo, intrinsecamente da marginalizzare». Antonio Porcaro affida a nove pagine le motivazioni delle sue dimissioni da presidente e da componente del collegio dei revisori dei coni della Regione Campania. Un documento ed una scelta che ieri hanno acceso la polemica politica nel corso della seduta del Consiglio regionale della Campania. «Accuse gravi», tuonano dall’opposizione che chiede chiarimenti a Vincenzo De Luca e al presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio. Porcaro, dal canto suo, mette nero su bianco anche la richiesta di incontro fatta al governatore: «Il Collegio ha richiesto, più volte, a mezzo posta certificata di incontrare il presidente della Regione, senza esito. Sarebbe stata l’occasione di un confronto di idee sulle criticità, che avrebbe potuto condurre ad una sostanziale “due diligence” e quindi ad una programmazione degli interventi con la forza dell’innovazione metodologica dovuta alle tecniche di revisione. Anzi è stato posto un illegittimo divieto a quanto previsto dall’articolo 20 del decreto legislativo numero 123 del 30/6/2011 che recita “alle sedute dell’organo di amministrazione attiva almeno un componente del collegio dei revisori”».

VENTITRE I RILIEVI «Si procede alla nomina dei revisori attraverso il sorteggio proprio per garantire imparzialità e trasparenza nell’operato del collegio svincolando relativi componenti da ogni possibile influenze condizionamento da parte della compagine politica della regione», chiarisce Porcaro che quasi lascia intendere ingerenze da parte dell’apparato politico. Poi le criticità: «Nel 2015 alla presidente D’Amelio, furono esposte alcune problematiche inerenti il funzionamento del Collegio dei revisori e una eventuale regolamentazione, anche con intervento legislativo. Dopo un anno e mezzo nessun provvedimento è stato preso, né dal presidente del Consiglio, né dai dirigenti preposti».

«LA D’AMELIO CI INVITO’ ALLE DIMISSIONI» Poi l’atto di accusa nei confronti del presidente del Consiglio regionale: «Alle reiterate sollecitazioni sopra evidenziate, con riferimento alla questione compensi e rimborso spese, rammaricandosi di non poter nominare i revisori con residenza in Campania, con gesto palesemente offensivo, invitava il Collegio alle dimissioni. Con buona pace dell’indipendenza, autonomia, terzietà del Collegio unitamente al possesso di speciali requisiti professionali dei propri componenti».

«INCARICHI ESTERNI NONOSTANTE L’ESERCITO DI DIPENDENTI» Ancora, riguardo ai debiti fuori bilancio: «Vengono pagati interessi passivi e rivalutazione, l’operato dei legali e del dirigente che ha prodotto il debito fuori bilancio viene passivamente accettato e riproposto nelle leggi regionali senza alcuna disamina delle cause che moltiplicano tali debiti. Non viene effettuata alcuna notifica per la interruzione del termine a salvaguardia di potenziali danni erariali». Inoltre: «Si vuole esternalizzare l’affidamento ad enti o a società aventi particolare esperienza nel settore immobiliare ed il servizio di ricognizione censuaria e valorizzazione dei beni immobili di proprietà regionale. Viene ignorato deliberatamente che la Regione Campania ha un esercito di dipendenti». Ma non solo, Porcaro elenca ulteriori criticità: «Non esiste un inventario aggiornato dei beni mobili del Consiglio e della Giunta. Solo su sollecitazione del Collegio è stato emanato un provvedimento con la nomina dei consegnatari dell’amministrazione del Consiglio. lI Collegio ha rappresentato ripetutamente l’adozione di un regolamento di contabilità». Quanto ai compensi dell’organo di controllo: «l’amministrazione consiliare e presidenza sono immersi un pasticcio amministrativo e un procedimento illegittimo». Ed infine: «La Regione Campania è una delle poche regioni che non si è dotata di una legge sul funzionamento di tale organo vanificando e rendendo estremamente difficile l’operato del Collegio dei revisori, limitando de facto quell’apporto professionale richiesto per la prima volta dalla legislazione vigente con l’affermazione della spiccata terzietà dell’organo di controllo. Il Collegio non ha potuto dare seguito, per la deliberata assenza di collaboratori qualificati, a diverse richieste su problematiche di interesse generale, proposte da diversi gruppi consiliari». «Per la prima volta – scrive ancora Porcaro – nella storia della Regione Campania è stata effettuata la verifica della cassa economale il cui conto giudiziale non è stato mai inviato alla Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti».

 

Consiglia