Ponte dei Diavoli, un progetto per salvare l’acquedotto medievale

Scritto da , 4 Marzo 2020
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di Andrea Pellegrino

Un progetto per il recupero dell’acquedotto medievale di Salerno. Finalmente si parte per conservare uno dei simboli della città. Eretto nel IX secolo, l’intero acquedotto, noto come “Ponte dei Diavoli” da anni ormai è completamente abbandonato al proprio destino. Ora arriva l’intesa tra comune di Salerno, Soprintendenza e dipartimento di scienze del patrimonio culturale dell’Università di Salerno. L’accordo prevede, da parte dell’amministrazione comunale, lo stanziamento di fondi dedicati nel triennio 2020/2022, nonché l’impegno a partecipare a bandi ad hoc per recepire finanziamenti a supporto degli interventi di restauro e conservazione, ed infine, 50 mila euro per la messa in sicurezza dell’opera idraulica attraverso opere provvisionali, in attesa degli interventi di consolidamento necessari. La Soprintendenza, invece, provvederà a predisporre tutti gli atti amministrativi necessari, coordinare le attività di studio e di ricerca, vigilare durante gli interventi e mettere a disposizione tutti gli archivi per ricostruire l’esatta architettura dell’opera. L’Università, infine, sarà chiamata ad effettuare i rilievi archeologici ed architettonici delle strutture murarie superstiti, laser scanning e modellazione imagebased, completamento dell’abaco delle tipologie murarie. In precedenza, solo a dicembre, era stata Banca Sella, con Sella Lab a scendere in campo con iniziative per salvare l’acquedotto medievale. La proposta: sfruttare l’Art Bonus per salvare il Ponte dei Diavoli. Un incentivo già utilizzato a Milano, Torino, Vicenza, Reggio Calabria, e, a seguito dei danni causati dai nubifragi, Venezia e Matera. Una idea lanciata durante un apposito convegno con l’obiettivo di stimolare un dialogo proficuo tra enti pubblici e privati per salvaguardare e restaurare un bene della città.

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