Polito: “Tornare a Salerno sarebbe una grande sfida”

Scritto da , 3 luglio 2015
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di Gaetano Ferraiuolo

Dopo l’addio di Gori, è caccia ad un portiere di esperienza che possa avere la giusta personalità per giocare a Salerno. Il suo nome sta circolando con insistenza nelle ultime ore anche per il suo status di calciatore bandiera, ma, almeno per ora, non c’è stato nessun contatto concreto con la Salernitana. Ciro Polito, attualmente svincolato e molto corteggiato dal suo ex Sassuolo, attende la chiamata giusta per rimettersi in discussione e non porrebbe ostacoli ne’ di categoria, ne’ economici e chissà che Fabiani non possa farci un pensierino dopo aver incassato il no del Genoa di Lamanna. “Verrei volentieri” ha detto l’ex Pescara “Salerno è una grande piazza ed ha le potenzialità per essere protagonista anche in B soprattutto ora che c’è una società importante. Non sarebbe un problema tornare in B dopo anni di A, quel che conta è il progetto e la Salernitana è una garanzia. Nessun contatto, ma se Fabiani chiama…”. Polito ripercorre le fasi salienti di quel maledetto biennio 2009-2011: “Pur di venire a Salerno strappai un contratto biennale col Catania rinunciando a tanti soldi. Morale della favola? La società dell’epoca mi fece perdere tanti soldi e mi ritrovai contestato dalla tifoseria. Purtroppo, inconsciamente, quando un presidente non fornisce la adeguate garanzie la squadra ne risente ed in campo non scendi con la mente sgombra. In settimana, oltre agli allenamenti, si parlava di stipendi e penalizzazioni, con una società poco presente e che aveva fin troppe difficoltà. Il colmo si raggiunse dopo il derby perso in casa col Sorrento: Lombardi fece una sfuriata con i cosiddetti senatori, lì capii che era il caso di andare via perchè non volevo essere preso in giro dopo aver contribuito all’iscrizione della Salernitana”. Polito fa un paragone quanto mai calzante: “So che Pestrin, quando è tornato, è stato accolto male: oggi è uno dei beniamini della tifoseria granata. Per me sarebbe una bella sfida: all’epoca persi soldi e rinunciai ad ingaggi importanti altrove, ma ero cresciuto nelle giovanili della Salernitana e ci credevo tanto in quel progetto al punto da firmare a metà giugno. In realtà feci anche delle belle partite, ero all’apice della mia carriera: parai due rigori consecutivamente contro Torino e Piacenza, dopo la vittoria sull’Empoli la gente mi fermava per strada dicendo che ero un portiere vero, in terza serie disputai un ottimo girone d’andata. Improvvisamente cambiarono i giudizi e la cosa mi dispiacque molto: nel calcio si fanno sempre troppe chiacchiere, i fatti dicono che ho fatto tanti anni di serie A”. In tanti lo accusarono di scarso impegno, qualcuno addirittura accusava quel gruppo di “vendere le partite”, voce popolare che Polito ammutolisce così: “Per come è sporco il calcio di oggi, chiunque senza stipendio sarebbe stato tentato. Noi onorammo la maglia giocando gratis, esistessero altrove gruppi moralmente puliti come quelli!! In B si fecero tante chiacchiere quando fui accantonato nelle ultime 8 partite, in realtà fui io a chiedere che giocassero Iuliano e Robertiello proprio per evitare polemiche stupide. Camminerò sempre a testa alta”. Infine una battuta sul pubblico: “Salerno mi ricorda Genova: quando la squadra supera il centrocampo, è la bolgia del pubblico che ti spinge e che ti permette di fare gol. Il dodicesimo uomo in campo fa la differenza, l’Arechi è uno stadio fantastico e mi piacerebbe giocarci da protagonista”.

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