Politica campana. Gambino (FdI): “Io vittima della Severino… De Luca si insedi come governatore”

Scritto da , 8 giugno 2015

Lettera del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alberico Gambino al governatore Vincenzo De Luca

LETTERA PUBBLICA AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA CAMPANIA

 

Egregio Signor Presidente della Regione Campania On.le Vincenzo De Luca,

leggo da settimane pareri ed interpretazioni, da parte di autorevoli giuristi e finanche di politici che si sono autoassunti il ruolo di fini costituzionalisti, sui contenuti della Legge Severino, sui tempi di applicazione di essa e sugli effetti che la stessa avrà sulla governabilità della Regione Campania.

Nessuno degli intervenuti, però, ricorda che la legge Severino è stata già applicata in Campania e precisamente ai miei danni e, soprattutto, nessuno ricorda – o vuole ricordare – che gli effetti sospensivi di questa legge “demenziale ed anticostituzionale” sono stati addirittura anticipati nei miei confronti, dal Consiglio Regionale della Campania, pur senza che vi fosse a monte “ il decreto di sospensione del Presidente del Consiglio dei Ministri” e finanche “ senza che vi fosse la comunicazione obbligatoria del Prefetto di Napoli alla Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

In data 12 Marzo 2013 fui assolto, con sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore n. 337/2013, da accuse infami e gravi ma fui condannato per “ concussione” in quanto “avrei costretto un imprenditore ad assumere un disoccupato mai assunto”.

Il tutto dopo aver trascorso 21 mesi consecutivi tra arresti in carcere e ai domiciliari e, quindi e conseguentemente, 21 mesi di sospensione collegata dalla carica di consigliere regionale eletto a Marzo 2010 con 27.194 preferenze nella circoscrizione Salerno e nelle file del PDL, partito di maggioranza della coalizione che all’epoca vinse le elezioni e che ha governato la Regione Campania in questi ultimi cinque anni.

Reso libero dalla custodia cautelare sarei dovuto ritornare in Consiglio Regionale il 13 Marzo 2013, essendo venuti meno i presupposti che avevano determinato la sospensione, e invece il Consiglio Regionale – con la consapevole e cosciente determinazione della mia maggioranza e della stessa opposizione oggi maggioranza – incominciò a pensare, a riflettere, a chiedere ed acquisire pareri dai propri uffici legali e amministrativi in ordine all’applicazione della procedura codificata dalla Legge Severino senza che vi fosse alcun Decreto sospensivo da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Si sostenne allora, ovviamente a parole e mai con un atto scritto o con un atto amministrativo impugnabile, che essendo stato io condannato per “ concussione” ero soggetto alla sospensione per 18 mesi statuita dalla Legge Severino e quindi non potevo rientrare in Consiglio Regionale.

A nulla valsero le mie diffide, le mie recriminazioni, i miei interpelli al Prefetto di Napoli, il Consiglio Regionale decise, o meglio non decise, e lasciò trascorrere il tempo in attesa che arrivasse il Decreto di sospensione del Presidente del Consiglio dei Ministri.

E il Decreto arrivò (il 27 Dicembre 2013 pubblicato sulla G.U. n. 19 del 24.01.2014) ben 9 mesi e 15 giorni dopo e fu adottato, dall’allora Presidente on.le Enrico Letta, sulla scorta della comunicazione del Prefetto di Napoli inviata, al Consiglio dei Ministri, a mezzo PEC in data 12 Novembre 2013 prot. 69657, cioè esattamente 8 mesi dopo la pubblicazione della sentenza.

E quel Decreto stabilì che, dopo aver motivato che “ il decreto del Presidente del Consiglio  dei  ministri non ha natura costitutiva, ma e’  semplicemente  volto  ad  accertare l’intervenuta  sospensione  quale  effetto  diretto  ex  lege   della sentenza di condanna, ancorche’ non definitiva e pertanto, dal 12 marzo 2013, data di emanazione della citata sentenza n. 337/2013, decorre la sospensione dalla  carica  di consigliere regionale della Regione Campania”, dovevo essere sospeso dalla carica “ a far data dal 12 Marzo 2013 data di pubblicazione della sentenza”.

Questi sono fatti accaduti ed inconfutabili, per come determinati meno di due anni fa dal Consiglio Regionale della Campania – dalla Prefettura di Napoli e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e quindi da essi deriverebbe – riportando il tutto all’attualità – che la sospensione obbligatoria che oggi riguarda la Sua persona dovrebbe scattare dalla data di pubblicazione della sentenza, ovvero – stante la Sua elezione a Presidente della Regione Campania – dalla data di proclamazione o, al massimo, dalla data di presa d’atto della Sua elezione da parte del Consiglio Regionale.

Invece non è così, considerato che – come ritenevo allora – l’art. 8 del D. Lgs. 235/2012 sia chiaro e che la sospensione decorre dal giorno in cui il Consiglio Regionale prende atto, per i conseguenti adempimenti, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che va emanato e notificato, per il tramite del Prefetto di Napoli, al Consiglio Regionale.

Fino a quel momento, gli organi tutti si insediano – secondo le norme ed i tempi statutari – ed operano e adottano le proprie decisioni su provvedimenti definiti e notificati nelle forme tipiche di legge.

Tanto ritenevo allora, allorchè la problematica riguardava la mia persona, tanto RITENGO OGGI che la problematica riguarda la Sua persona, perché io sempre nella vita ho creduto e pensato che le leggi si applicano ugualmente, e nella stessa forma e sostanza, sia per gli amici che per gli avversari.

E ritengo che la Legge Severino è “ demenziale ed anticostituzionale” oggi come lo era ieri e che il Consiglio Regionale all’epoca commise un’ingiustizia insanabile e indelebile nei miei confronti di cui portano il peso, oltre ai colleghi ed ai partiti della mia maggioranza, anche consiglieri regionali della Sua parte politica che oggi, legittimamente, assurgono al ruolo di “garantisti e giuristi di elevato ed eccezionale valore” ma ieri si sono piegati solo ed esclusivamente “ alla becera logica della politica del momento”.

Taccio ovviamente, e per pura carità di patria, sull’esecrabilità indiscutibile dei comportamenti tenuti dalla mia parte politica allora maggioranza.

Egregio Presidente della Regione Campania,

per tutto quanto evidenziato io credo e ritengo che Lei, legittimamente e democraticamente eletto, debba insediarsi nella carica, adottare i provvedimenti di nomina ritenuti opportuni e conformi alle Sue strategie programmatiche e cominciare, da subito, ad operare e lavorare per la realizzazione del Suo programma.

Se e quando sarà adottato il Decreto di sospensione, il Consiglio Regionale ne prenderà atto e “ adotterà i conseguenti provvedimenti”.

Fino a quella data, Signor Presidente, si preoccupi solo di governare per davvero la Regione Campania, realizzi il Suo programma, dedichi maggiore attenzione, spazio e risorse al territorio Salernitano che è stato da sempre bistrattato e, soprattutto, si guardi da una burocrazia soffocante e, per molti aspetti, anche assolutamente impreparata ad affrontare e sostenere iniziative e interventi di sviluppo e di governabilità reale ma “ brava ad auto assegnarsi poteri e prebende inenarrabili come dimostra la recentissima auto assegnazione di compensi economici vergognosi e la concretizzazione di ben novanta posizioni organizzative”.

Egregio Signor Presidente,

mi sia consentito infine, da IMPRESENTABILE a IMPRESENTABILE (come statuito dalla Sua collega di partito on.le BINDI), di invitarLa a “ rimettere la querela per diffamazione depositata nei confronti del Presidente dell’Antimafia”.

Tanto non perché inopportuna e/o infondata, anzi e tutt’altro essendo io convinto che sia stato un atto costituzionalmente eversivo e che mai sarebbe accaduto in un paese civile, ma semplicemente perché gli uomini e le donne vere rimangono tali sempre e comunque, anche di fronte ad atti vergognosi che incidono profondamente sulla dignità umana, e si distinguono da chi ha quasi sempre bisogno di momenti di celebrità mediatica per riuscire a colmare il vuoto e l’inutilità del suo percorso politico ancorchè quarantennale.

Le auguro buon lavoro mentre al centrodestra tutto, di cui faccio convintamente parte, auguro di saper riprendersi da una sconfitta annunciata,che è stata determinata esclusivamente dalla superficialità con la quale sono stati affrontati i problemi – le esigenze – le grida da aiuto provenienti dal territorio salernitano, e di saper mettere da parte egoismi e autocelebrazioni individuali al fine di costruire, dalle fondamenta, un soggetto politico nuovo capace di ascoltare, di dialogare con il territorio e di promuovere e sostenere l’azione di chi, al suo interno, opera e lavora per la risoluzione dei problemi.

Io, in tal senso, svolgerò la mia parte e convintamente eserciterò il ruolo che mi è stato conferito dall’elettorato augurandomi che altrettanto sappiano fare i miei colleghi di opposizione consapevoli tutti che il popolo ha deciso chi deve governare la Regione Campania nei prossimi cinque anni, e lo ha fatto democraticamente e nell’unico modo che un paese civile può ammettere: il VOTO.

F.to On.le Alberico Gambino

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