Poesie e musica per ricordare la grande Maria d’Alma Talento

Scritto da , 29 Novembre 2012
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«Il legame che ci lega a Maria è molto forte e attraverso la musica diventa più forte» ha affermato con emozione, il cantante e musicista Marino Cogliani, rivolto alle tante persone  presenti, mercoledì sera, nella grande sala del Circolo Canottieri Irno di Via Porto, riunitesi per rendere omaggio alla poetessa salernitana Maria d’Alma Talento, che lo scorso luglio ha lasciato un vuoto  nel cuore di tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerla, in occasione dell’incontro: “Una donna e la sua città” fortemente voluto  dalle presidenti delle associazioni: Parco Storico Sichelgaita, 50&Più e Soroptimist, rappresentate dalle professoresse Clotilde Baccari Cioffi,  Rosa Volpe Zega e dalla dottoressa Anna Luisa Giuliano.  A cantare le poesie della poetessa Talento, musicate dal Maestro Maurizio Cogliani, al piano, sono stati i componenti dell’Ensemble Malvarosa, composta  dai due fratelli Cogliani, da Maurizio Cuomo alla chitarra e dalla cantante  Mimma Virtuoso che, con la sua straordinaria voce, insieme a Marino Cogliani ha interpretato, con intensità e sentimento alcune delle più belle poesie scritte  dalla nobildonna, che raccontano l’animo verace della nostra città.  Le “voci narranti” Marilina De Caro e Lella Mancusi, hanno recitato, con grande professionalità e proprio con la stessa spontaneità con cui li recitava la poetessa Talento, alcuni suoi brani in prosa, davvero esilaranti, che hanno fatto rivivere le emozioni che suscitava Maria Talento, quando con la sua voce calda e profonda, li interpretava accompagnata dalla chitarra di  Marino Cogliani. Il Maestro, con la sua trascinante simpatia, ha ricordato alcuni divertenti aneddoti della vita della scrittrice ed anche di aver suonato, al suo funerale, sull’altare, con il mandolino, “ Bambenella e’ copp’ e’ quartiere” rispettando un desiderio di Maria Talento che  voleva anche  che Cogliani cantasse “Sciummo”, una sua poesia, cosa che il Maestro fece  il 21 luglio, sul sagrato della chiesa. Con tanta nostalgia negli occhi e nel cuore, Cogliani ha ricantato quella poesia, ricordandone poi un’altra, molto breve, scritta dalla poetessa, che sintetizza il suo modo di essere: ”I voglio bbene cù ll’anima, cu ‘o còre no, pecchè more cu mme.” Il geometra Romano Zega, attraverso delle immagini e la voce registrata di Maria Talento, che recitava le sue poesie,  ha creato quasi la suggestione che la poetessa si materializzasse tra i suoi  tanti amici presenti: tra questi, il professore Corradino Pellecchia, che  ha parlato della prosa della scrittrice,  dei personaggi raccontati nei suoi libri e di come lei sapeva usare il dialetto salernitano che è diverso da quello napoletano: «Il dialetto napoletano cambia da zona a zona; in un viaggio da Napoli a Salerno assume sonorità e sfumature diverse. Il dialetto salernitano è più dolce, più elegante, più signorile e raffinato rispetto a quello dei paesi napoletani».  Il professor Pellecchia ha anche ricordato che il primo febbraio sarà presentato, all’ex Museo del Falso, l’ultimo libro di poesie, scritto da Maria Talento, stampato grazie all’interessamento del Sindaco De Luca che, mantenendo  fede alla sua promessa, fatta alla poetessa pochi mesi prima che ci lasciasse, ha fatto stampare il prezioso volume con le sue opere.«L’identità di una città consiste nella grandezza dei propri cittadini. Maria Talento, era una grande cittadina di Salerno e noi abbiamo voluto ricordarla» ha concluso commossa, la professoressa  Clotilde Baccari Cioffi  che ha donato una splendida composizione floreale alla figlia  e alla nipote della scrittrice,  Marisa d’Alma, e Gabriella Rienzi Talento, e dei piccoli cadeau al segretario provinciale dell’Associazione 50&Più Maurizio Tornatore e al Vice Presidente Giovanni Marandino.
 

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