Pochi esterni, Torrente pensa al 4-3-1-2

Scritto da , 13 luglio 2015

di Marco De Martino

SALERNO. “Mi piacerebbe partire per il ritiro con almeno l’80% della rosa al completo”: con questo refrain, che ogni allenatore piace ripetere ad inizio stagione e che somiglia più ad una speranza che ad una richiesta concreta, Vincenzo Torrente si presentò alla piazza salernitana poco più di due settimane fa. Fino ad una settimana prima dalla partenza per il ritiro tutto lasciava supporre che la Salernitana non sarebbe affatto partita con una rosa tanto ricca, ma lo scatenato Fabiani, tra rinnovi ed acquisti, nel giro di cinque giorni è riuscito nell’impresa di consegnare a Torrente la gran parte dei calciatori richiesti. Ora che si è cominciato a sudare nella quiete di Cascia, il tecnico potrà iniziare a lavorare sugli schemi e sulle idee tattiche: “In partenza il modulo sarà il 4-3-3 –disse Torrente durante la presentazione- ma naturalmente non è detto che non si possa cambiare a seconda degli uomini e delle esigenze”. E gli uomini che Fabiani gli ha messo a disposizione lasciano spazio a tante interpretazioni tattiche. Bisogna fare una premessa: per il miglior 4-3-3 sono necessari esterni d’attacco abilissimi anche nella fase di ripiegamento. E di esterni puri in rosa non ce ne sono, per ora. Con Perrulli in partenza, Nalini non al top della condizione fisica e Gabionetta che ha dimostrato di non trovarsi al meglio in quel ruolo, dal mercato dovrà necessariamente arrivare altro. Si parla di Doumbia, di Fedato, di Stoian, di Troianiello, di Galano, di Campagnacci ma per ora il 4-3-3 non è fattibile. Stesso discorso anche per il 4-2-3-1, altro schema basato sulla presenza di esterni dinamici ed incisivi in entrambe le fasi. Molto più facile che Torrente, snocciolando la rosa a sua disposizione, possa affidarsi al 4-3-1-2 tanto caro a Menichini. Viste le caratteristiche tecniche dei vari Gabionetta Calil, Eusepi, Cristea e Fall, il tecnico potrebbe tranquillamente affidarsi ad una mediana a tre come è già nelle sue idee, ma variare le posizioni in avanti. Non con tre attaccanti in linea ma con una mezzapunta (Calil o Gabionetta) alle spalle di due attaccanti puri (Eusepi e lo stesso Calil oppure uno tra Fall e Cristea). Impossibile, questo si, che Torrente possa scegliere la difesa a cinque, vista (e spesso maledetta…) a Salerno prima con Perrone e poi con Menichini.

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