PIZZO AL BALNEATORE, ARRESTATO IL NOCERINO SANDRO CERIELLO

Scritto da , 20 Ottobre 2021
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“Se non paghi facciamo male e te, ai tuoi figli e ai tuoi nipoti“: con questa minaccia il 26enne di Nocera Inferiore, Alessandro Ceriello, da alcune settimane taglieggiava il titolare di uno stabilimento balneare di Milano Marittima. L’imprenditore aveva gli aveva già consegnato 5300 euro in tre diverse occasioni e stava per versarne altri 4mila. Stava, perché sono intervenuti i militari della guardia di finanza di Cervia che tenevano il giovane nocerino- da anni al Nord- sotto osservazione per un giro di spaccio di droga.  Proprio per questo, le frequenti visite dell’estorsore al bagno di Milano Marittima non sono passate inosservate e quando i militari sono andati dal bagnino a chiederne conto, l’uomo, senza esitazioni, ha raccontato l’inferno nel quale era precipitato. La consegna degli ulteriori 4mila euro era prevista per il giorno dopo “in un crescendo di pretese e minacce”. La vittima ha deciso quindi di collaborare con gli inquirenti che, coordinati dalla Procura, hanno messo a punto una ‘trappola’ per l’estorsore: hanno fotocopiato le banconote per la cifra richiesta e predisposto un servizio di pedinamento del 26enne  finché si è presentato allo stabilimento per il ritiro della somma. Al momento della consegna, i militari delle Fiamme Gialle hanno notato nei paraggi un’altra auto con un uomo di 39 anni, residente in Romagna, sospettato di essere complice di Alessandro Ceriello: addosso aveva due dosi di cocaina per 1,2 grammi circa. La successiva perquisizione ha permesso di sequestrare ulteriori 10 dosi di cocaina per 5,3 grammi nascoste nell’auto e altri 16,7 grammi nella vicina casa  dove sono stati sequestrati anche un piccolo quantitativo di hashish e un bilancino di precisione. Per entrambi, come chiesto dal pubblico ministero Angela Scorza, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ravenna ha così stabilito il carcere per il 25enne di Nocera Inferiore mentre per il 39enne sono scattati gli arresti domiciliari. Per entrambi c’è stata anche la convalida del fermo per cui le misure cautelari restano invariate.

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