Pisano: Ginestra farà la differenza

Scritto da , 21 aprile 2014

di Marco De Martino

SALERNO. Quando si gioca Salernitana-Perugia la mente viaggia e torna a quei duelli rusticani, più che partite di calcio, che hanno segnato gli anni Novanta. Chi ha avuto la fortuna di vivere quel testa a testa lungo un decennio sa che questa sfida ha un sapore diverso rispetto alle altre. Spesso la Salernitana vinceva le battaglie, le guerre invece il Grifo. Basta pensare a come andò nella stagione 95/96: i granata espugnarono per 2-1 il Curi, ma in B ci andò il Perugia. Quel match storico si giocò il 12 maggio 1996, in un torrido pomeriggio: uno degli artefici di quella impresa straordinaria fu Giovanni Pisano. Passati in vantaggio grazie a Ferrante e dopo aver subito l’immeritato gol del pari umbro a causa della sfortunata autorete di Grassadonia, l’attaccante aretuseo, entrato in campo da pochi minuti, partì in contropiede su rilancio di Chimenti, si scrollò di dosso il difensore umbro Camplone (attuale allenatore del Perugia) mise a sedere Braglia e depositò in rete la palla della vittoria: «Quando ripenso a quella partita mi vengono i brividi -commenta Pisano- soprattutto perchè alla vigilia tutti ci davano per spacciati. Noi però ci credevamo sin dall’arrivo al Curi: un’ora e mezza prima della partita arrivammo allo stadio e ci accorgemmo che lo stadio già era rumoroso. Pensavamo fossero i tifosi umbri, invece erano cinquemila salernitani. Quel gol fu una liberazione, anche se -scherza Pisano- mi hanno sempre rimproverato di non aver tirato subito in porta». Giovanni Pisano ha con Salerno un legame indissolubile, tanto che dopo diversi anni è tornato per guidare la formazione Allievi della Salernitana: «Fare l’allenatore è un’esperienza nuova -dice Johnny gol- molto bella perchè i ragazzi mi seguono sia dentro che fuori dal campo. Poi grazie ai miei collaboratori, il preparatore atletico Domenico Giannella, i dirigenti Nicola Maiorino e Carmelo Malandrino ed il preparatore dei portieri Gianluca Ronca tutto è molto più facile». E’ inutile dire che Pisano si ispira al suo mentore, Delio Rossi: «Prediligo il gioco offensivo ed il 4-3-3. Se ci si sacrifica tutti, con questo schema si ha l’opportunità di coprire tutto il campo e di proporre un bel gioco. E poi la mia filosofia è che prima di prenderle devi darle…». Prima del derby con la Paganese, lo scorso 23 dicembre, gli unici applausi dell’Arechi furono proprio per Giovanni Pisano e Ciro De Cesare. I due ex granata sfilarono alla guida delle rispettive squadre giovanili e furono accolti da una ovazione della curva sud: «C’è stima ed affetto reciproco tra me ed i salernitani. Io ho dato tanto nella mia esperienza (61 gol in 122 presenze con la maglia della Salernitana, nda) ed anche i tifosi hanno dato tanto a me. Come ripeto ai miei ragazzi, indossare la maglia della Salernitana ha un sapore diverso, bisogna dare sempre qualcosa in più del massimo». Pisano di play off, nella sua lunga carriera, ne ha giocati tre vincendone due. Chi meglio di lui può dare un giudizio sulle possibilità dei granata di Gregucci? «Sono un campionato a parte. Non conta quello che hai fatto prima, conta soltanto come arrivi mentalmente e fisicamente. Si gioca in condizioni diverse, spesso -prosegue Pisano- ad oltre trenta gradi, e con la prospettiva di giocarti tutto ai rigori. Con la Salernitana, da favoriti, vincemmo ma soffrimmo per tutto il primo tempo durante la finale con la Juve Stabia. Con lo Spezia li persi dopo che eravamo arrivati secondi con diversi punti di vantaggio contro la Triestina, che avevamo sconfitto due volte su due durante la regular season. Infine li vinsi a Vittoria, dalla C2 alla C1, con un’autentica impresa. Sarà fondamentale l’approccio, soprattutto alla prima partita in trasferta. Se lo sbagli rischi, se lo azzecchi hai buone possibilità». Su quale potrebbe essere l’uomo decisivo per la Salernitana nella lotteria dei play off, Giovanni Pisano cade nella più classica delle deformazioni professionali…: «Ciro Ginestra. Ora i campi sono asciutti e lui ha una grande rabbia in corpo dopo essere stato fermo a lungo e con i suoi gol potrebbe trascinare i compagni». Un po’ come capitò a Pisano nel 95/96: 10 gol in 15 partite e Salernitana ad un passo dalla serie A: «Lo spero. La Salernitana merita la B». Parola di Johnny gol.

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