Pioggia di ristori col “Decreto Sostegni”

Scritto da , 25 Marzo 2021
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Di Alessia Potecchi*

Il Consiglio dei Ministri, ha approvato il cosiddetto “Decreto Sostegni”. Distribuirà risorse per 32 miliardi di euro a imprese, lavoratori, scuola, sanità e turismo invernale, una forte iniezione di fiducia per le attività e le partite iva colpite dalle chiusure degli ultimi mesi. Il Decreto è una risposta importante e molto consistente, è ancora parziale ma è il massimo sforzo che si è potuto fare nelle condizioni date al momento. L’obiettivo è dare più soldi possibili a tutti e il più velocemente possibile. Sono molte le novità previste dal nuovo decreto economico sia in materia fiscale che sul lavoro. Si utilizzano totalmente le risorse dell’ultimo scostamento di bilancio da 32 miliardi di euro, con lo scopo di intervenire proprio su alcuni strumenti chiave già impiegati dall’inizio della pandemia, come la cassa integrazione, il sistema dei ristori, la sospensione dell’attività di riscossione. Del pacchetto complessivo circa 11 miliardi sono destinati alle imprese e ai professionisti maggiormente danneggiati dalle chiusure. Quasi 5 miliardi andranno invece al piano vaccini. Il testo prevede una suddivisione delle misure in base a 5 aree di intervento: sostegno alle imprese e all’economia, provvedimenti in materia di lavoro, misure in materia di salute e sicurezza, aiuti agli Enti territoriali e altre disposizioni , dal trasporto pubblico locale alle attività della didattica.
Tra le misure principali gli aiuti alle aziende, sono previste cinque  fasce di ricavi con percentuali differenziate di aiuto economico: dal 60% per le più piccole al 20% per le più grandi. Lo stanziamento a fondo perduto per le aziende fino a 10 milioni di fatturato (prima il tetto era di 5 milioni) che hanno subito perdite per oltre il 30% nel 2020. Per le cartelle esattoriali è confermata la soglia di 5.000 euro per le cartelle da stralciare, ma solo per il periodo 2000-2010 (anziché 2000-2015). La cancellazione delle tasse arretrate si può chiedere solo con un reddito Irpef fino a 30 mila euro. Quindi una operazione molto limitata che va anche incontro ad un sistema che non funziona e che  ha causato l’accumulo di milioni di cartelle che non si possono esigere, su questo occorrerà intervenire con modifiche sostanziali. Secondo le stime finiranno nel cestino 7 milioni di cartelle. Molto meno dei 60,5 milioni di cartelle nella ipotesi caldeggiata dalla Lega, Forza Italia e Fratelli D’Italia. Per quanto riguarda il lavoro si va verso il blocco dei licenziamenti generalizzato fino al 30 giugno per poi passare ad un regime selettivo. Il decreto proroga la cassa integrazione, già utilizzata nel 2020, anche per tutto il 2021. Le aziende con cassa integrazione ordinaria potranno chiedere 13 settimane tra il primo aprile e il 30 giugno 2021 e farlo senza contributo addizionale. Le settimane di Cig sono al massimo 28 e sono fruibili da aprile al 31 dicembre 2021. Vengono rimodulate le scadenze del Decreto Dignità e prorogato il lavoro dei navigator e il reddito di cittadinanza. Lo stanziamento sale a 2,8 miliardi di euro per i vaccini e i farmaci per la cura del Covid. Nella conferenza stampa di presentazione è stata presa la decisione finalmente di dare la precedenza assoluta all’impegno di vaccinare tutta la popolazione nei prossimi mesi, con un coordinamento autorevole da parte del governo. Quindi una serie di interventi corposi e importanti che vanno a ricalcare l’azione del Governo precedente che si è snodata nel corso di tutto questo anno di pandemia, cioè la volontà e l’obiettivo di aiutare tutti i settori, nessuno escluso, in un  momento di grave difficoltà per tutte le attività. Una serie di Decreti che sono stati emanati uno concatenato all’altro con risorse, indennizzi e aiuti per l’occupazione e per le imprese che hanno via via allargato la platea dei beneficiari e semplificato i meccanismi di erogazione. Il Decreto Sostegni ricalca questi aspetti e queste finalità, non ci fermiamo ovviamente qui ma questo è sicuramente un passaggio importante che guarda anche alle prospettive di ripresa e di rilancio una volta usciti dall’emergenza. Ci sono delle novità, il Decreto verrà discusso in Parlamento e si sono consultate le forze intermedie, è auspicabile che quanto prima il Governo affronti il punto delle crisi delle aziende in difficoltà ILVA, Whirlpool, Alitalia e molte altre e si apra la discussione su come definire i piani per accedere al Recovery Fund perché entro la fine di aprile bisogna presentare i programmi dettagliati all’Europa, questo richiede un confronto serrato e continuativo con le forze intermedie. La politica fiscale deve rimanere all’attenzione del Governo, non si deve solo parlare di come si gestisce la questione del non riscosso, bisogna fare la riforma del fisco e dare un segnale forte in Europa tassando le grandi multinazionali del web, è uno scandalo che questa decisione venga continuamente rinviata con un gioco di ping pong se deve essere fatta a livello nazionale o europeo, alcune di queste multinazionali hanno realizzato profitti immensi e non possono essere immuni dal pagamento delle tasse, è inaccettabile.

Responsabile Dipartimento Banche, Fisco e Finanza

 del Pd Metropolitano di Milano

 

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