Pino Musi torna a Salerno con la sua arte

Scritto da , 7 Luglio 2021
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di Monica De Santis

Polyphõnia di Pino Musi riapre la stagione delle grandi esposizioni a Salerno. La mostra, presentata ieri mattina a Palazzo di Città, dal sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, l’assessore alla cultura Antonia Willburger, il presidente della Fondazione Scabec Antonio Bottiglieri, sarà ospitata nel Tempio di Pomona, presso il Palazzo Arcivescovile adiacente al Duomo di San Matteo, dal 10 luglio al 5 settembre (da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 18:00 alle 21:00). Inaugurazione sabato 10 luglio dalle 18:00 alle 21:00. “Questo evento non ha nulla di accondiscendente, non è un evento estivo ma uno spunto di dibattito che si offre alla città; chiavi di approfondimento che in qualche modo fuoriescono dall’intrattenimento. – spiega Pino Musi, giunto a Salerno, sua città natale direttamente da Parigi dove vive e lavora da anni – Polifonia è una mostra che lavora su più livello, su più voci: ha come tema conduttore lo spazio; interseca i vari linguaggi, quello della fotografia, dell’architettura, musica e crea un legame forte con il luogo. Il lavoro più interessante è stato quello di intersecare ciò che ho fatto sui bordi, sui limiti della città, riferendomi a Parigi, Berlino, intrecciandoli con il luogo. È un lavoro specifico, ad hoc per essere strutturato con il tempio di Pomona, non è una cornice ma parte integrante del sistema espositivo. Le opere viaggiano con una lunga partitura visiva musicale intorno al tempio di Pomona e si relazionano con la grande storia. C’è una forte densità di storia del luogo che si relaziona ad una non storia perché le immagini sono tutte al confine delle grandi città, dove non ci sono momenti di vita, un’utopia di vita perché sono agglomerati e, nello stesso tempo, questo contrasto dei non luoghi ha un rimbalzo differente. Le immagini – prosegue ancora Musi – sono come note, su un ideale partitura musicale e innesta vari elementi di approfondimento. Salerno non è abituata a questo dibattito, è interessante creare uno stimolo che va verso una direzione sperimentale e basti pensare a Salerno negli anni ‘70. bisogna riprendere il senso di quel periodo; Salerno non deve compiacersi di un intrattenimento ma deve diventare un luogo di dibattito, polemico e critico rispetto a dei temi. Il tempio di Pomona è stato l’elemento che mi ha fatto decidere di farla, un luogo unico e queste colonne ed era perfetto per questo lavoro, tra dialogo e contraddizione. Emozionata e soddisfatta per l’apertura della mostra l’assessore Willburger che parla di “Grande esplosione culturale. In questa città si sono svolti, nel mese di giugno, tanti importanti eventi, da Salerno Letteratura, al cartellone del Teatro Verdi ed ora iniziano una serie di esposizioni importanti, come questa di Pino Musi, l’inizio di una progettualità per l’arte contemporanea, grazie alla Regione Campania e al Governatore De Luca, che ci supporta e ci permette di realizzare eventi di importanza internazionale. Artisti come Pino Musi, Tempi Moderni e a breve ci saranno anche altre attività sono tutte iniziative che daranno lustro culturale alla nostra città. La cultura non si è mai fermata, abbiamo sempre progettato, continuato a lavorare per dare una risposta immediata agli operatori culturali e per dare l’opportunità ai cittadini salernitani di rimanere in città e godere le nostre bellezze, attraverso la valorizzazione dei beni storici, culturali tramite l’arte. In questo caso, è per noi un onore poter ospitare la mostra di Pino Musi, grandissimo esponente dell’arte contemporanea, fotografo salernitano che vive a Parigi da tanti anni e svolge le sue attività lavorative come la Biennale di Architettura di Venezia”. L’assessore Willburger ci tiene poi a parlare degli altri appuntamenti estivi “Tra poco inizierà il Premio Charlot, ed ancora le attività del conservatorio Giuseppe Martucci presso l’Arena del Mare. Dal 18 agosto al 30 settembre, invece, presso l’Arena del Mercatello si svolgeranno tante manifestazioni culturali: musica, teatro, danza. Insomma anche questa sarà un’estate ricca di eventi”. L’installazione è composta da sessanta opere fotografiche che interagiscono fra di esse e con Io spazio del Tempio di Pomona, componendo un lungo score visivo che rimanda ad una partitura sonora. II percorso delle immagini esplora il limite estremo dell’espansione urbana, verso gli svincoli delle superstrade di Parigi, Anversa, Berlino, immergendoci in terre di nessuno dove si stanno sviluppando grandi cantieri a proporre massicci agglomerati abitativi, per la maggior parte ancora privi di vita umana. Pino Musi costruisce la sua visione di ambienti, di architetture, di paesaggi, sempre con la stessa urgenza, quella di mostrare non ciò che gli occhi vedono, ma ciò che Io sguardo del fotografo distingue. Le sue sono forme stabili, ma non immote: esse diventano scritture di luce che, inevitabilmente, ci riguardano e ci coinvolgono. Le immagini che riscrivono Io spazio del Tempio di Pomona sono documenti di un mutamento, ciascuna di esse dichiara uno spostamento, un passaggio, una interpretazione tanto coerente da costituire una nota sullo spartito delle pareti di quel luogo intriso di Storia.

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