Piero De Luca insiste I Cinque Stelle frenano

Scritto da , 12 Settembre 2019
image_pdfimage_print

di Andrea Pellegrino

La partita dei sottosegretari si fa sempre più dura. Conte vorrebbe chiudere per oggi ma i tempi nelle ultime ore si sono allungati. Problemi interni ai partiti. Dal completamento dell’esecutivo nazionale ne discendono equilibri governativi, equilibri interni ai partiti e anche posizionamenti in vista delle prossime elezioni regionali. A partire proprio dalla Regione Campania dove i De Luca (padre e figlio) creano non pochi problemi (politici) sia interni al Partito democratico che nel Movimento 5 Stelle. Naturalmente dai grillini campani il no secco all’ingresso di Piero, che sognerebbe il posto che fu del padre all’epoca del governo Letta. Dunque al Mit, il ministero delle infrastrutture che nel primo governo Conte ha visto il salernitano Andrea Cioffi (M5s) come sottosegretario di Toninelli. Ma De Luca jr si “accontenterebbe”, secondo ultime indicazioni, anche del Mise o degli Affari europei. Un nome, quello di Piero De Luca, che nelle ultime ore sta creando forti fibrillazioni e che sarebbe stato oggetto perfino di una telefonata tra Di Maio e Zingaretti. Pressioni campane per escluderlo dal governo anche per i rapporti tesi tra il papà governatore e il gruppo regionale del Movimento 5 Stelle. La famiglia De Luca avrebbe cacciato gli artigli (politici) per imporre la propria linea e, oltre che a quella di Renzi, pare che negli ultimi giorni siano finiti dritti sotto l’ala protettiva di Paolo Gentiloni. Il veto dei partner di governo, però, c’è. Così come c’è su un altro campano: Lello Topo, ex consigliere regionale finito in Parlamento alle ultime elezioni nazionali. Da De Luca jr dipende il destino di un altro salernitano in pole position per l’ingresso a Roma: si tratta di Tommaso Pellegrino, sindaco di Sassano, presidente nazionale del Parco del Cilento, amico di Renzi e di Francesco Boccia. Fu proprio lui a far scattare la freccia di Cupido tra l’attuale ministro dem e Nunzia De Girolamo. Un posto quasi sicuro invece c’è (o ci sarebbe) per Nicola Oddati, tra l’altro tra i zingarettiani di ferro. Lo stesso Oddati fa parte della segreteria nazionale del Nazareno. Ma spinte ci sono anche per Paolo Siani e per il rettore Gaetano Manfredi. Poi dalla corrente di Umberto del Basso de Caro e di Franceschini, che qui nel salernitano conta il sostegno di Tino Iannuzzi. Trattative in corso anche in casa Cinque Stelle, dove i salernitani Cioffi e Tofalo cercano la riconferma. Probabile quella del primo, in bilico quella del secondo. Leu e Pd vorrebbero i posti al ministero dell’Ambiente. In pole ci sarebbe per Liberi e Uguali, Rossella Muroni, ex presidente di Legambiente ma ci sarebbero spinte anche dal salernitano Federico Conte tra i protagonisti dell’accordo sul Conte bis.

Consiglia

Lascia un commento

Puoi eseguire il login con Facebook

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per completare inserire risultato e prosegui * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->