Piero De Luca (Dem): “Il Pd al lavoro per evitare default”

Scritto da , 14 Maggio 2021
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“Siamo consapevoli del problema molto delicato per circa 1400 Comuni che rischiano il default, dopo la sentenza della Consulta che ha cancellato la possibilità di restituire in 30 anni le anticipazioni di liquidità, concesse per pagare i debiti commerciali. Il gruppo Pd lavorerà con attenzione, d’intesa con il governo, per trovare al piu’ presto una soluzione che permetta a tantissimi Comuni italiani di continuare ad assicurare i servizi essenziali e rispondere alle esigenze dei cittadini”. Lo ha dichiarato Piero De Luca, vicepresidente del Gruppo dei deputati del Pd. A chiedere di trovare al più presto una soluzione, per evitare il caos, anche il segretario nazionale del Psi, Enzo Maraio: ““A seguito della Sentenza della Corte Costituzionale sulla tempistica del risanamento dei debiti dei comuni, è ora compito del Governo trovare presto una soluzione al rischio default di circa 1400 comuni. Tali enti, infatti, hanno solo applicato una legge che gli consentiva di spalmare le proprie anticipazioni di liquidità in un arco trentennale. A rischio sono i servizi essenziali ai cittadini già pesantemente danneggiati a seguito dei tagli di trasferimento agli enti – ha dichiarato il numero uno dei socialisti – Sono certo che non mancherà la volontà politica per la risoluzione del problema altrimenti sarà il caos”. A livello nazionale, infatti, sono circa 1400 i Comuni d’Italia a rischio default dopo una sentenza della Corte Costituzionale che di fatto ha cancellato la possibilità di restituire alcune anticipazioni di liquidità in 30 anni. “Entro maggio dobbiamo approvare i bilanci, se saltano i bilanci, saltano anche i servizi. Tagliare spese vuol dire spegnere luci, non raccogliere i rifiuti, chiudere asili. So che il ministero dell’Economia se ne sta occupando. Bisogna fare presto”, ha dichiarato allarmato Antonio Decaro, presidente dell’Anci. Oggi, la questione sarà al centro di un tavolo tra governo e partiti. La ratio della Consulta è evitare che i debiti dei padri ricadano sui figli (e sui nipoti), come spiegato anche dal presidente Giancarlo Coraggio che ribadisce il “massimo rispetto” per il “difficile ruolo” dei sindaci. Il problema evidenziato dalla sentenza 80/2021 riguarda l’illegittimità delle regole che permettevano ai Comuni ripianare in 30 anni l’extra deficit prodotto a sua volta dalle anticipazioni di liquidità concesse dal 2013 per pagare i debiti commerciali (per fornitori e servizi).

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