Pierluigi Siano nella classifica dei ricercatori più citati al mondo

Scritto da , 21 Novembre 2019
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di Giovanna Naddeo

Continua la scalata mondiale di Unisa nel campo della didattica e della ricerca. L’edizione 2019 della prestigiosa “Highly Cited Researchers” vede l’ingresso in classifica di Pierluigi Siano, professore associato di sistemi elettrici per l’energia presso il dipartimento di scienze aziendalimanagement & innovation systems /Disa-Mis dell’Università di Salerno. Siano ha conseguito nel 2013 e nel 2018 l’abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore di prima fascia. Le sue attività di ricerca, che hanno portato alla pubblicazione di oltre 450 pubblicazioni scientifiche, riguardano principalmente le smart cities e le smart grids, l’economia e la gestione dell’energia elettrica, le smart house e gli smart building, i sistemi di generazione da fonti rinnovabili. La lista stilata per il quinto anno dal gruppo Clarivate Analytics – che gestisce in modo indipendente l’Institute for Scientific Information Web of Science – raccoglie ed elabora i metadati dalle pubblicazioni scientifiche in tutti i campi di ricerca. La classifica 2019 considera 21 diverse aree scientifiche e raccoglie circa 6.216 ricercatori che si sono distinti a livello mondiale, collocandosi nel top 1% dei ricercatori più influenti, in base al numero di articoli maggiormente citati nel loro campo specifico. Tra questi studiosi 91 sono italiani. Nell’edizione di quest’anno, l’Universtà di Salerno, unico Ateneo campano presente in lista, vede l’ingresso di Siano. Grande soddisfazione da parte dei vertici dell’Ateneo e dello stesso docente, il quale si dice «inaspettatamente sorpreso e contento di aver raggiunto un tale risultato».

Qual è l’emozione nel ricevere tale riconoscimento?

«Confesso di esser rimasto davvero senza parole quando ho appreso la notizia. Sono davvero molto felice e ci tengo a ringraziare tutti coloro che sonostati coautori dei testi che ho pubblicato, nonché coloro che hanno letto e citato i miei lavori».

La sua ricerca si concentra per lo più sulle “smart cities” (le cosiddette “città intelligenti”). Se ne parla tanto ultimamente, ma di cosa si tratta?

«La connotazione “smart” di una città intelligente prevede connettività, versatilità, efficienza e sostenibilità. Il fine ultimo di una smart city è quello di migliorare la qualità della vita dei cittadini e la crescita economica del territorio». In che modo? «Queste caratteristiche consentono di gestire le infrastrutture (rete elettrica, rete idrica, ad esempio) e le risorse in modo ottimizzato. Di fondamentale importanza l’utilizzo e il potenziamento delle infrastrutture telematiche (internet, servizi mobili) degli “smart buildings”.

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