Piazza Mazzini, il Comune ci riprova

Scritto da , 17 giugno 2014

di Marta Naddei

Il Comune di Salerno torna all’assalto di piazza Mazzini. I soldi non ci sono e torna prepotente, per l’amministrazione comunale, il bisogno di far cassa. Così, i vertici di Palazzo di Città hanno presentato il ricorso al Consiglio di Stato – redatto dall’avvocato Angelo Clarizia – contro la pronuncia del Tar di Salerno, dello scorso 4 aprile, con cui veniva annullata la variante al Puc che prevedeva la cessione dei diritti edificatori del grosso spiazzo, adibito a parcheggio, adiacente Piazza della Concordia. Il ricorso contro la messa in vendita di una serie di aree pubbliche – tra cui quella della vicina via Vinciprova – da parte dell’amministrazione comunale fu presentato da una cinquantina di residenti della zona di piazza Mazzini – assistiti dagli avvocati Paolo Stella Richter e Oreste Cantillo – e vide l’intervento ad adiuvandum delle associazioni Italia Nostra e Figli delle Chiancarelle. A parere del Tribunale amministrativo di Salerno, infatti, la zona in questione non rientrava tra quelle edificabili: tra le motivazioni addotte dai giudici amministrativi quella per cui, con l’eventuale cessione dei diritti edificatori dell’area, si sarebbe dato corso ad un processo di edificazione di una delle ultime aree pubbliche della città di Salerno e ci sarebbe stata una significativa carenza di spazi da destinare a standard. Al posto dell’attuale parcheggio, infatti, sarebbe dovuto sorgere un grosso centro commerciale che avrebbe ulteriormente appesantito il volume di traffico della zona, sottraendo spazi di parcheggio in una delle zone più frequentate della città. Così, il Comune ha deciso di giocare la carta del Consiglio di Stato per riuscire a rimettere in vendita l’area di piazza Mazzini. Non è ancora chiaro se la stessa mossa l’amministrazione intenda farla anche per portare a compimento i progetti previsti in quella stessa variante, per altre due aree: quelle della Colonia San Giuseppe e del Lloyd’s Baia Hotel. L’Arcivescovo Moretti e la famiglia Marinelli – assistiti dall’avvocato Lorenzo Lentini – si opposero all’iniziativa di Palazzo di Città.

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