Piazza della Libertà sotto sequestro: nove indagati

Scritto da , 17 dicembre 2013

di Andrea Pellegrino

 

Sequestrata tutta la Piazza. Dopo il Crescent i sigilli sono scattati ora per l’intero cantiere di Santa Teresa. Il Gip del Tribunale di Salerno Massimiliano De Simone ha disposto, su richiesta dei pm Polito e Valenti, il sequestro preventivo di tutti i settori del cantiere di Piazza della Libertà, dopo la relazione tecnica redatta dal professore Nicola Augenti, incaricato dalla Procura a seguito dei crolli verificatisi lo scorso anno che avevano portato ad un primo sequestro probatorio del solo settore 2. Nove gli indagati: si tratta di tecnici comunali, dei progettisti e dei vertici della società Esa Costruzioni. Dovranno rispondere dei reati di rovina di edifici e di violazioni delle procedure nelle zone sismiche. Nello specifico si tratta di Vincenzo Nunziata, redattore del progetto strutturale in variante per la realizzazione di Piazza della Libertà; Enrico Esposito e Gilberto Belcore, rispettivamente legale rappresentante e direttore tecnico della Esa Costruzioni, impresa (in liquidazione) di Nocera Inferiore, il cui contratto è stato risolto dal Comune all’indomani di una interdittiva antimafia (oggetto di ricorso al Tar in discussione il 19 dicembre); Antonio Ragusa, presidente della commissione di collaudo dal 18 settembre 2009 al 7 ottobre 2010; Lorenzo Criscuolo, all’epoca dirigente comunale e Rup, oggi dirigente lavori pubblici in Provincia; Paolo Baia, direttore dei lavori fino al 2012; Marta Santoro, direttore dei lavori dal 2012; Sergio Delle Femine, direttore operativo della strutture e Massimo Della Casa, collaudatore delle strutture recentemente dimessosi. Secondo la perizia di Augenti i cedimenti non riguarderebbero solo il secondo settore del mega cantiere di Santa Teresa (così come inizialmente emerso), bensì tutti e quattro, nonché il sottostante parcheggio. In particolare l’ingegnere incaricato dalla Procura ha individuato errori commessi sia nella fase di progettazione che in quella di esecuzione. Il progetto a firma di Nunziata – secondo Augenti -«non soddisfa i requisiti di sicurezza nei riguardi del fenomeno di “punzonamento” in quanto, oltre che insufficiente dal punto di vista delle armature, risulta errato anche riguardo alle dimensioni della soletta». Sia nel settore 2 che nel 4, il Ctu della Procura di Salerno avrebbe evidenziato collassi per “punzonamento” mentre risulterebbe abbastanza compromessa anche la situazione del sottosuolo.«Appaiono inevitabili – si legge infatti – la redazione di un nuovo progetto esecutivo e la sostituzione delle strutture già esistenti, con altre progettate e realizzate a regola d’arte. Fino a quando tale passaggio non si concretizzerà, permarrà il pericolo imminente del verificarsi di nuovi eventi colposi, tutti causalmente riconducibili all’originaria approssimazione della messa in opera, potenzialmente anche più gravi di quelli già verificatisi». Al vaglio della Procura c’è la variante in corso d’opera da 8 milioni di euro, nonchè le opere per la deviazione del torrente Fusandola. La vicenda, secondo indiscrezioni, potrebbe, dunque, non concludersi qui.

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