Piazza della Libertà/ Sorpresa geologica insussistente: De Luca indagato per falso

Scritto da , 27 Gennaio 2016
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di Andrea Pellegrino

Falso ideologico, concorso con aggravante, peculato, turbativa d’asta ed irregolarità contabili. Questi sono i reati contestati a vario titolo, nell’atto di chiusura indagine, a ventisei indagati, tra cui l’attuale presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca. La vicenda parte dall’aggiudica dell’appalto per la costruzione di Piazza della Libertà e riguarda le varianti in corso d’opera. Sotto la lente d’ingrandimento dei pubblici ministeri Antonio Cantarella e Guglielmo Valenti sono finiti tutti gli atti relativi al cantiere pubblico – oggi parzialmente dissequestrato per la messa in sicurezza dopo i crolli di alcuni piloni – di Santa Teresa.
E sul registro degli indagati, oltre la giunta dell’epoca presieduta dall’allora sindaco Vincenzo De Luca (per lui l’accusa è di falso in atto pubblico), tecnici comunali, progettisti ed i rappresentanti legali della Esa Costruzioni (oggi società in via di fallimento) della Lotti Associati & Bofill (progettisti di Piazza della Libertà e del Crescent), del consorzio Teckton, della Ifil di Mario Del Mese, impresa già finita al centro dell’inchiesta sul crac del pastificio Amato e la Fiengo Ceramiche srl. A notificare gli avvisi firmati dal pm e vistati dal procuratore capo Corrado Lembo e dal procuratore aggiunto Antonio Centore, gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno che ieri hanno fatto visita anche a Palazzo di Città.
Il teorema costruito dai pm titolari dell’inchiesta si baserebbe sulla falsa attestazione di stati di avanzamento lavori utili a far lievitare i prezzi dell’intervento, nonché su una variante da 8 milioni di euro in corso d’opera, che avrebbero fatto aumentare sostanzialmente l’ammontare dell’appalto. Alcune lavorazioni, infatti, sarebbero state eseguite con una maggiorazione del 1000 per cento. Nonché, infine, su una “sorpresa geologica” (tra cui la presenza del torrente Fusandola e la sua deviazione) che avrebbe indotto l’esecutivo cittadino dell’epoca ad approvare in giunta la variante milionaria. Sorpresa geologica che secondo gli inquirenti sarebbe “insussistente” a causa delle note condizioni dell’area fin dall’inizio dei lavori.
L’indagine della Procura della Repubblica, dunque, parte dal dicembre 2010, ossia dall’aggiudicazione dell’appalto per la «posa in opera di pavimenti, rivestimenti, impianti e finiture» della mega piazza sul mare di Santa Teresa. Aggiudica avvenuta con un ribasso del 38 per cento circa a favore della Esa Costruzioni di Nocera Inferiore e per la quale i pubblici ministeri ipotizzano il reato di turbativa d’asta, oltre che per i rappresentanti legali della società di costruzione, per Domenico Barletta, Alberto Di Lorenzo (entrambi coimputati di Vincenzo De Luca nel processo in Appello sul Termovalorizzatore) ed Antonio Ragusa, tutti e tre all’epoca dei fatti, componenti della commissione di gara.  Ma nelle carte sono finiti anche i certificati di avanzamento dei lavori prodotti dalla Esa Costruzioni, alcuni dei quali falsamente stilati, con particolare riferimento al getto di calcestruzzo.
Poi le delibere, con riferimento, in particolare, alla numero 177 del 16 febbraio 2011, basata sulla «necessità di apportare variazione alle opere appaltate» e contestate, ora, dalla Procura della Repubblica che avrebbe evidenziato che già nel 2009 «erano in esecuzione le opere di impermeabilizzazione con il sistema Drytech e l’adozione del sistema “well points”». Approvazione costata a Vincenzo De Luca l’accusa di falso in atto pubblico, nella sua qualità di presidente dell’esecutivo ed anche di relatore.

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