Piazza della Libertà, in 9 a processo

Scritto da , 27 maggio 2014

In nove a processo per i crolli in Piazza della Libertà. E’ stato disposto il giudizio diretto dai pm Polito e Valenti che, dopo aver provveduto al sequestro di tutti i settore del cantiere ed aver completato la fase investigativa,hanno così completato l’iter pre-processuale. Nove gli indagati: si tratta di tecnici comunali, dei progettisti e dei vertici della società Esa Costruzioni. Dovranno rispondere dei reati di rovina di edifici e di violazioni delle procedure nelle zone sismiche. Nello specifico si tratta di Vincenzo Nunziata (classe 1961), redattore del progetto strutturale in variante per la realizzazione di Piazza della Libertà; Enrico Esposito (classe 1959) e Gilberto Belcore (classe 1959), rispettivamente legale rappresentante e direttore tecnico della Esa Costruzioni, impresa (in liquidazione) di Nocera Inferiore, il cui contratto è stato risolto dal Comune all’indomani di una interdittiva antimafia; Antonio Ragusa (classe 1959), presidente della commissione di collaudo dal 18 settembre 2009 al 7 ottobre 2010; Lorenzo Criscuolo (classe 1952), all’epoca dirigente comunale e Rup, oggi dirigente lavori pubblici in Provincia; Paolo Baia (classe 1947), direttore dei lavori fino al 2012; Marta Santoro (classe 1960), direttore dei lavori dal 2012; Sergio Delle Femine (classe 1960), direttore operativo della strutture e Massimo Della Casa (classe 1958), collaudatore delle strutture recentemente dimessosi. Secondo la perizia di Augenti i cedimenti non riguarderebbero solo il secondo settore del mega cantiere di Santa Teresa (così come inizialmente emerso), bensì tutti e quattro, nonché il sottostante parcheggio. In particolare l’ingegnere incaricato dalla Procura ha individuato errori commessi sia nella fase di progettazione che in quella di esecuzione. Il progetto a firma di Nunziata – secondo Augenti -«non soddisfa i requisiti di sicurezza nei riguardi del fenomeno di “punzonamento” in quanto, oltre che insufficiente dal punto di vista delle armature, risulta errato anche riguardo alle dimensioni della soletta». Sia nel settore 2 che nel 4, il Ctu della Procura di Salerno avrebbe evidenziato collassi per “punzonamento” mentre risulterebbe abbastanza compromessa anche la situazione del sottosuolo.«Appaiono inevitabili – si legge infatti – la redazione di un nuovo progetto esecutivo e la sostituzione delle strutture già esistenti, con altre progettate e realizzate a regola d’arte. Nell’avviso di chiusura indagini veniva evidenziata anche la mancanza del certificato di collaudo. Il giudizio diretto è stato fissato per il 26 settembre davanti al giudice monocratico Albarano. I legali difensori degli indagati hanno manifestato moderato ottimismo. “Il rischio più concreto è quello della multa”. L’area al momento resta sotto sequestrato ma non sono escluse novità anche su questo fronte. Nell’ampio collegio difensivo gli avvocati Sergio Perongini, Giovanni Falci, Arnaldo Franco, Luigi Fiore, Massimiliano Marotta e Michele Tedesco. (g. d’a)

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