Piazza Cavour, giovedì decide il Tar. FdC depositano le memorie contro Andreozzi

Scritto da , 16 Aprile 2013
image_pdfimage_print

Giovedì si recheranno al Tar di Salerno per chiedere il rigetto del ricorso presentato dall’Andreozzi costruzioni per quel che riguarda la realizzazione dei box interrati di piazza Cavour, nel cuore del Lungomare cittadino. In rappresentanza dell’associazione Figli delle Chiancarelle, Vincenzo De Simone, insieme all’avvocato Gaetano D’Emma, hanno depositato, ieri mattina, la memoria di replica contro i motivi aggiuntivi al ricorso presentato dalla ditta presieduta da Pietro Andreozzi che avrebbe dovuto procedere alla realizzazione del progetto.
Nella memoria, l’avvocato D’Emma sottolinea come l’intero ricorso presentato dall’Andreozzi sia infondato sotto, praticamente, tutti i punti di vista. In primo luogo – si legge nel documento degli FdC – «la controparte nel ricorso introduttivo e nei motivi aggiunti al Tar, ha detto poco. o meglio, ha omesso di dire le cose più importanti». Vengono ripercorse, dunque, tutte le tappe che hanno portato dapprima al parere favorevole al progetto e poi alla sua bocciatura, nella Conferenza dei servizi indetta ed espletata lo scorso 19 febbraio e conclusasi il 12 marzo proprio a seguito della disposizione del Tribunale amministrativo, da parte della Soprintendenza di Salerno. Una bocciatura articolatamente motivata – sottolineano FdC e l’avvocato D’Emma – e che soprattutto si atteneva alle disposizioni dei giudici con il «maldestro tentativo (da parte dell’Andreozzi, ndr) di travisare il senso di un’ordinanza cautelare ineccepibile […] che anziché limitarsi a proporre controdeduzioni alle ragioni ostative (presentate dalla Soprintendenza di Salerno con il suo preavviso di diniego, ndr) evidenziate per tentare di superarle, travisando il senso della partecipazione procedimentale richiesta, ha replicato al diniego proponendo sostanziali modifiche progettuali». In pratica, il progetto già approvato avrebbe potuto essere sì sanato ma non mutato sostanzialmente e aggiudicato all’Andreozzi costruzioni. Insomma, l’Andreozzi ha presentato ricorso per far sbloccare i lavori di un progetto approvato sulla base di un errore (il mancato riconoscimento del vincolo paesaggistico sussistente sul lungomare di Salerno, poi confermato dallo stesso comune di Salerno tramite l’architetto Davide Pelosio), contestando poi il diniego soprintendizio. Un escamotage che, secondo la parte intervenuta in sede giudiziaria, non può assolutamente costituire un buon fondamento per un ricorso contro la decisione negativa della Soprintendenza di Salerno: c’è il vincolo, il parere della Soprintendenza è insidacabile e la prima approvazione andò in porto per un mero errore. Un ricorso infondato, dunque, del quale si chiede il rigetto.
Nella giornata di ieri anche il Comune di Salerno e la stessa Soprintendenza hanno presentato le proprie memorie.

 

16 aprile 2013

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->