Piazza Cavour e il “vizietto” di Miccio: ancora silenzio

Scritto da , 15 dicembre 2012
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La realizzazione dei parcheggi a Piazza Cavour sono ad un passo. Il 19 dicembre si terrà la conferenza dei servizi che, fondamentalmente, sancirà (o dovrebbe sancire) l’ok definitivo al progetto. Al momento mancherebbe il parere della Soprintendenza che sulla vicenda, almeno ufficialmente, non si è ancora espressa. E non potrebbe non farlo, almeno tecnicamente. In tal senso, se il Soprintendente o suo delegato non si presenterà o non farà pervenire alcun parere, l’autorizzazione paesaggistica scatterà con il silenzio assenso. Proprio così. Sarà lo stesso metodo, per intenderci, utilizzato per la realizzazione del Crescent di Santa Teresa.
Così i figli delle chiancarelle hanno azionato il loro timer (ben visibile sul sito web) per tenere a mente lo scorrere del tempo che potrebbe portare ad una nuova autorizzazione paesaggistica, per un rilevante intervento, incassata secondo il rito del “silenzio assenso”. Eppure su Piazza Cavour non è che non si sia espresso il Soprintendente Miccio. Anzi, è proprio dalla vicenda lungomare che la stessa Soprintendenza avrebbe cacciato fuori il pasticcio dei vincoli.
Ma carta canta e l’autorizzazione al momento sembra che non ci sia ancora nel fascicolo del progetto per la sistemazione dell’area di Piazza Cavour e la realizzazione del parcheggio.
Ma ecco di cosa si tratta. L’ultima proposta è datata 13 novembre ed è stata portata dall’architetto Francesco Savino (responsabile comunale del procedimento) all’attenzione della commissione locale per i paesaggio (tra l’altro lo stesso organo, al cui legittimità è stata messa in discussione da Italia Nostra e figli delle chiancarelle). Il progetto è a firma degli architetti Bruno Lambiase e Mario Lepore e le aziende che lo realizzeranno saranno (se andrà in porto) l’Andreozzi Costruzioni, Vittorio Forte Costruzioni, Fenice Immobiliare srl.
In particolare l’intervento prevede la realizzazione di un ampio spazio antistante la sede della Provincia, con il conseguente adeguamento della sede stradale di via Roma. La creazione di una corsia di servizio per accedere ed uscire dai parcheggi interrati che saranno realizzati su due livelli al di sotto della strada.
Saranno risparmiati, si legge dal progetto, la pista ciclabile del lungomare ed anche il tracciato dei binari «come segno ritenuto storico».
Ora non resta che attendere la decisione della Soprintendenza di Salerno. L’orologio dei figli delle chiancarelle inesorabilmente scorre.

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