«Piano rifiuti regionale inadeguato»

Scritto da , 15 dicembre 2017
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Erika Noschese

«Un piano rifiuti regionale inadeguato, non adatto a risolvere il problema in Campania». Parla così Stefano Caldoro, capo dell’opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Campania, criticando il piano messo a punto dalla Giunta guidata da Vincenzo De Luca. Caldoro annuncia di aver fatto tre diverse segnalazioni agli organi istituzionali europei, il Parlamento, la Commissione e la Corte dei Conti in Lussemburgo. «Anche Europa e il Governo – ha affermato – ritengono il piano inadeguato e non sufficiente, c’è la necessità di tornare al nostro piano, quello che l’Europa aveva promosso. Ad ora, con il piano regionale, ci guadagnano solo le ditte che trasportano i rifiuti fuori regione». Sul tema dei rifiuti, Caldoro ha ricordato che, stando a quanto previsto dal piano, le gare per gli impianti di compostaggio, sarebbero dovute partire a gennaio 2017 ma al termine di questo anno non ci sono ancora le gare. «De Luca ha provato a convincere i sindaci del Casertano per impianti sui loro territori – ha sottolineato – e li ha portati in un impianto di Salerno evidenziando che non c’erano problemi e che l’aria era buona. Quell’impianto è chiuso da 8 mesi, non funziona. L’impianto è fermo dal 2016 e non produce nulla di ciò che dovrebbe – ha sottolineato – il rifiuto che viene portato lì, non è quello che dovrebbe entrare in quell’impianto». Caldoro è duro anche con la decisione di Palazzo Santa Lucia di aver individuato alcuni territori per la realizzazione di impianti scelti “come fossero pattumiere”. «Saremo accanto ai cittadini e agli amministratori che vorranno opporsi – ha fatto sapere – speriamo che il sindaco di Giugliano si ravveda», ha dichiarato il capo dell’opposizione. Dello stesso avviso anche Giovanni Romano, responsabile del settore Ambiente per Forza Italia che, a proposito del mezzo punto in più di raccolta differenziata, ha dichiarato: «Il fallimento del piano rifiuti di De Luca è tutto nei numeri: non serve a nulla dire che è stato guadagnato mezzo punto in più di raccolta differenziata. Il fallimento del piano dimostra di essere incongruente rispetto ai fabbisogni della regione, rispetto agli obiettivi previsti. Le società provinciali di rifiuti sono gravate da 600milioni di debiti a cui si aggiungo i problemi dei Comuni nella riscossione della tassa. Ad oggi la Campania ha il più alto costo per la gestione del ciclo dei rifiuti». Romano, assessore regionale all’Ambiente nella Giunta Caldoro, ha ricordato la procedura di infrazione per i rifiuti e la multa comminata dall’Europa. «Oggi paghiamo 120mila euro al giorno – ha sottolineato – ed è dimezzata rispetto ai 240mila euro iniziali perché, con un lungo lavoro, abbiamo dimostrato all’Europa che il nostro piano stava dando i suoi frutti, ma ora rischiamo che si torni all’ammontare precedente, con valore retroattivo». «Non si sa più niente della riduzione dei rifiuti – ha concluso – quando siamo andati via, avevamo lasciato un piano, finanziato con 30milioni di euro che derivavano da meccanismi di premialità. Ora non si sa più niente».

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