Perseo: spunta un pentito

Scritto da , 27 maggio 2017
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Si allarga a sorpresa l’inchiesta Perseo. Le indagini, condotte dal Sostituto Procuratore Marco Colamonaci insieme al collega Senatore, cominciate nel 2015, accertarono l’esistenza di un gruppo camorristico che operava a Sud di Salerno e che aveva in Enrico Bisogni, Sergio Bisogni e Francesco Mogavero i propri capi riconosciuti. «Il gruppo – secondo le accuse – affondava le proprie radici nel clan Pecoraro-Renna e s’è reso protagonista di numerosi episodi di estorsione e danneggiamenti, aggravati dalle modalità mafiose, compiuti in danno di imprenditori della Piana del Sele, impegnati nel settore finanziario, agricolo, dei trasporti e del noleggio di videogiochi. Atti intimidatori, caratterizzati da modalità talvolta violente alcuni dei quali lesivi dell’integrità fisica delle vittime». Ne furono  individuati dodici. Questa inchiesta era una continuazione di un’altra indagine, Omnia, che portò all’arresto di 24 persone e che aveva come epicentro sempre Battipaglia, Bellizzi e i comuni dei Monti Picentini. Anche in questo caso le accuse erano associazione finalizzate al traffico illecito di sostanze stupefacenti ed una molteplicità di reati fine con l’aggravante del metodo mafioso. Questo doppio colpo messo a segno dalla Procura di Salerno, con la raffica di arresti, avrebbe portato uno degli indagati a diventare un collaboratore di giustizia. Un pentito che secondo indiscrezioni avrebbe fornito ulteriori elementi alle attività investigative che non si sono mai fermate nonostante i due blitz. Un terzo filone che porterebbe anche all’omicidio di  di Massimiliano Nastri avvenuto in via Sandro Pertini a sant’Antonio di Pontecagnano l’11 dicembre del 2015. Nastri fu picchiato prima di essere ucciso con quattro colpi di pistola. Una modalità di esecuzione che non è sfuggita agli inquirenti per le sue modalità.  Nastri, 16 anni prima fu arrestato nell’ambito dell’inchiesta denominata “Wolf” che sgominò una gang dedita allo spaccio di grosse partite di droga. Da due settimane era uscito dal carcere ed era sorvegliato speciale. Nei suoi trascorsi alcuni episodi al vaglio degli inquirentie: come il pestaggio in carcere di Ugo Corsini, la cui esecuzione – nel corso di una testimonianza al processo sull’omicidio di Donato Stellato – fu attribuita anche a Nastri. Una pista che già all’epoca, quella della vendetta, gli inquirenti ritennero poco probabile. Più calda quella droga dove si sospetta volesse rientare dopo la detenzione. Ma gli equilibri erano cambiati e questo suo movimento potrebbe aver dato fastidio ai nuovi capi che cmq sarebbero legati al clan Pecoraro-Renna. Un delitto consumatosi sull’asse Pontecagnano-Bellizzi su cui il nuovo pentito potrebbe fare definitivamente luce.

 

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