Perseguitati dalla triade. Givova lascia Scafati?

Scritto da , 15 Dicembre 2018
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di Redazione Cronache

Per i dirigenti del givova Scafati è una vicenda inspiegabile che provova rabbia e indignazione. In un comunicato la risposta alla triade commissariale che regge il comune di Scafati per le richieste di pagamento e alle sanzioni comminate ed irrogate (anche per il tramite della società concessionaria per la riscossione ge.Se.T. Italia S.p.a.) e i relativi accertamenti. Siamo alla persecuzione si legge nella nota dove probabilmente qualche dirigente non ha piacere che a Scafati continui a giocare una società di serie a2, con così tanti campionati vinti e prestigiosi trofei nel proprio palmares. Tale atteggiamento sta sempre più inducendo la dirigenza a disputare altrove le gare interne, in uno dei paesi limitrofi dotati di idonee strutture, in grado di ospitare una società militante nel secondo campionato nazionale, ben lieti di accogliere a braccia aperte una realtà sportiva solida e storica come quella gialloblù. La situazione sta diventando insostenibile, “ oltre a versare un relativo canone per gli uffici del PalaMangano, la società paga attualmente ben € 81,34 per ciascuna ora di utilizzo del campo di gioco. Come se non bastasse, poi, negli ultimi tempi si sono susseguiti e si riverberano tutt’oggi, con cadenza periodica, continui sopralluoghi della Polizia Municipale finalizzati ad effettuare rilievi all’interno della struttura, costringendo addirittura in una di queste occasioni lo staff amministrativo societario ad abbandonare i propri uffici”. La vicenda ha inizio a novembre quando è stata notificata richiesta di pagamento della somma di € 20.771,23 riferita al presunto mancato pagamento dei canoni di utilizzo del PalaMangano nelle stagioni agonistiche 2015/2016 e 2016/2017. Tale importo non è a nessun titolo dovuto in relazione alla gestione del Centro Sportivo di via della resistenza (affidato con determina 312 del 16/07/2015), il Comune sarebbe a sua volta debitore nei confronti del sodalizio del presidente rossano dell’importo complessivo di € 35.380,00 (del cui pagamento non vi è finora alcuna traccia) ed avrebbe dovuto applicare al caso di specie la compensazione già concordata con gli uffici comunali a tal’uopo preposti. Come se non bastasse, la scorsa settimana la scorsa settimana è stato altresì notificato accertamento relativo all’imposta comunale sulla pubblicità per gli anni dal 2013 al 2018, per un importo complessivo di € 88.278,94. anche tale richiesto importo, riferito agli spazi pubblicitari esposti all’interno del PalaMangano, è assolutamente illegittimo, in quanto la legge finanziaria per l’anno 2006, ha stabilito, senza alcun dubbio interpretativo, che per le associazioni sportive dilettantistiche e per le società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine di lucro (proprio come il Basket Scafati 1969 s. s. d. a r. l), la pubblicità, in qualunque modo realizzata negli impianti utilizzati per manifestazioni sportive dilettantistiche con capienza inferiore ai 3.000 posti, è esente da imposta di pubblicità di cui al capo I del Decreto Legislativo 15 novembre 1993, n. 507. Sul punto, va evidenziato innanzitutto
che la capienza del PalaMangano è stata ridotta nel 2011 a 2.500 posti e nel 2016 addirittura a 2.000 e che dal 2001 il campionato di serie a2 è un campionato a tutti gli effetti dilettantistico. Tale interpretazione è diventata nomofilattica in seguito alla nota 1576 del 03/04/2007, resa dal Dipartimento delle Politiche Fiscali del Ministero Dell’Economia e delle Finanze, E tutto questo senza dimenticare che il PalaMangano è una struttura in continua decadimento, con vistose infiltrazioni e problemi agli impianti elettrici e idraulici, che necessiterebbe di costanti opere di manutenzione ordinaria, finora realizzate per lo più dalla società a proprie spese, al fine di rendere fruibile la struttura e benché non ne fosse ad alcun titolo tenuta.

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