Permessi scaduti, Porticciolo salvo

Scritto da , 2 febbraio 2014

di Marta Naddei

Di ruspe non se ne sono viste e mai se ne vedranno. I permessi per la costruzione del nuovo Porto di Pastena sono belli che scaduti a metà dicembre 2013 e lo storico porticciolo della zona orientale può dirsi praticamente salvo. A quanto pare a poco servirà il non produrre, da parte della direzione generale porti del Ministero alle Infrastrutture e Trasporti, la relazione di parte avversa al ricorso presentato da residenti della zona e dai ragazzi di “Giù le mani dal Porticciolo”: il project financing da 105 milioni di euro, che sarebbe dovuto essere realizzato dalla Fintur dell’ingegnere Antonio Ilardi, quasi certamente non vedrà la luce a meno di clamorosi “miracoli” amministrativi a cui questa città è ormai abituata. Il perché lo spiega l’avvocato Gaetano D’Emma che, tra le altre cose, è anche il legale che ha redatto il ricorso straordinario al Capo dello Stato per fermare, o meglio per evitare che i lavori iniziassero, e ora fermo presso il Consiglio di Stato. «La determina conclusiva della Conferenza dei Servizi datata 19.12.2012 – afferma l’avvocato – sostituisce per espressa previsione di legge e della stessa determina tutti i titoli necessari alla realizzazione dell’intervento e, quindi, anche il permesso di costruire. Poichè i lavori autorizzati debbono essere iniziati a pena di decadenza entro un anno dal rilascio, il termine annuale di inizio lavori è venuto a scadere in data 19.12.2013 con conseguente decadenza della stessa determina conclusiva nella parte in cui assume valenza di “permesso di costruire”. Ne consegue che oramai i lavori non possono essere più iniziati». Una battaglia è vinta, dunque. Ma non lo è, almeno per il momento, la guerra. Lo sanno bene i ragazzi di Giù le mani dal porticciolo che si dicono pronti a proseguire il loro cammino, ad un anno e mezzo dalla costituzione del comitato, la cui nascita, infatti, fonda su due presupposti fondamentali: impedire la cementificazione dello storico borgo marinaro e riqualificare la zona. Perché, inutile nascondersi dietro un dito, l’intera area va sistemata e curata (cosa che i componenti di Giù le mani fanno con costanza). L’incuria alla quale è stato lasciato il porticciolo di Pastena, che di manutentori non ne vede da anni, in fondo è stata la giustificazione fondamentale della realizzazione del nuovo porto: l’area è degradata, ergo bisogna rinnovarla compleatamente con un nuovo porto. Gli attivisti di Giù le mani del porticciolo, dunque, sono ben consci del fatto che, per prevenire altri “attacchi di cemento” al piccolo borgo dei marinai, bisogna rimboccarsi le maniche, ma soprattutto c’è bisogno dell’impegno dell’amministrazione comunale. «Adesso è arrivato il momento di chiedere ai nostri amministratori di farsi carico della necessaria riqualificazione del Porticciolo – affermano in una nota – Una riqualificazione reale, che apporti migliorie all’esistente senza stravolgerne le forme e rispettandone le qualità; va chiesto inoltre, a gran voce, di coinvolgere i cittadini nelle scelte urbanistiche, non escludendoli come fatto in passato. Continueremo a lavorare per la salvaguardia e la valorizzazione del Porticciolo».

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