Permessi di parcheggio nel porto Masuccio Salernitano: la replica del comandante Trogu

Scritto da , 11 novembre 2014

Riceviamo e pubblichiamo la replica del comndante della Capitaneria di Porto di Salerno Maurizio Trogu, riguardante l’articolo dal titolo “C’è da spostare una macchina…”.

Preliminarmente spiace osservare come codesta Redazione non abbia avuto la sensibilità deontologica di invitare lo scrivente a partecipare ad un eventuale contraddittorio immediato sull’argomento, prima di pubblicare l’articolo in esame, in modo da permettere un pronto chiarimento su determinate osservazioni lì riportate e il cui tenore, assai colorito ma anche quasi al limite dell’illazione sul corretto operato del Comando rappresentato dal sottoscritto, potrebbe essere facilmente equivocato da un non attento lettore. Comunque, al fine di offrire un esaustivo e puntuale quadro dell’intera vicenda, ritengo opportuno precisare che i permessi di accesso alle aree portuali cui è cenno nell’articolo vengono rilasciati, con validità annuale, su tutto il territorio nazionale, dalle Capitanerie di Porto a soggetti istituzionali i cui compiti prevedano la necessità di transitare e sostare in dette aree. Nello specifico a Salerno, all’inizio di ogni anno solare, la Capitaneria di Porto riceve le istanze degli aventi diritto i quali, su apposito modulo, elencano le targhe dei veicoli nella loro disponibilità e che verranno utilizzati per i suddetti compiti istituzionali. I permessi vengono così rilasciati dopo attento vaglio delle suddette istanze. Nel caso in esame, i permessi citati nell’articolo, risultano rilasciati, dietro formale richiesta, al Presidente di un Ente cittadino i cui compiti istituzionali rientrano a pieno titolo nei citati criteri, avendo tale Ente stretta connessione con le attività imprenditoriali del Porto e ricoprendo tale personalità, fra l’altro, la carica di membro del locale Comitato Portuale. È bene precisare che il sito portuale denominato Masuccio Salernitano rientra, per legge, nel comprensorio territoriale degli ambiti portuali di Salerno e ricade per questo sotto la piena giurisdizione della locale Autorità Portuale. Lo scrivente, venuto a conoscenza delle lamentele del “lettore” da Voi citato, ha comunque intrapreso, da tempo, delle opportune verifiche, convocando sia il detentore dei permessi sia colui che riteniamo essere il Vs. “lettore”. Dette verifiche hanno appurato che il detentore dei permessi ha nella propria disponibilità i veicoli riportati nei permessi stessi e, al di là dei soggetti intestatari dei mezzi, questi vengono, di fatto, utilizzati dall’avente diritto al permesso. E comunque in data 31 ottobre u.s. con una dedicata nota, agli atti di questo Comando, lo scrivente provvedeva a richiamare ufficialmente il detentore dei permessi sul corretto e disciplinato utilizzo degli stessi rappresentando che detti contrassegni “devono essere utilizzati esclusivamente sui mezzi indicati nella richiesta e nella disponibilità della S.V. per l’assolvimento dei ricordati incarichi istituzionali”. Al “lettore” sono state fornite ampie spiegazioni sulle modalità di rilascio dei permessi. Un approfondimento del Vs. cronista sulle fonti utilizzate avrebbe permesso, così come invece scoperto dallo scrivente, di verificare che il “lettore” segnalante è un ex dipendente in quiescenza del suddetto Ente con, all’attualità, un contenzioso ancora aperto su questioni inerenti il proprio trattamento pensionistico. Tale verifica avrebbe evitato al Vs. giornale di fornire così una facile, ma deprecabile, sponda ad una rivalsa di tipo assolutamente personale nei confronti del presidente dell’Ente, coinvolgendo inopinatamente soggetti pubblici completamente estranei a quei fatti. Si assicura comunque che la Capitaneria di Porto vigilia e continuerà a vigilare al fine di evitare usi non conformi dei tagliandi rilasciati.

 

RISPONDE IL DIRETTORE

Caro Comandante, sorvolo sulle accuse ai miei giornalisti altrimenti dovrei iniziare una polemica con Lei che, probabilmente distratto, come qualche nostro lettore, ha presunto che l’articolo in oggetto rappresentasse una contestazione nei suoi confronti. Non è questo il punto: che i permessi sia stati rilasciati in maniera regolare non c’è dubbio e mai si è parlato di permessi falsi. Come Lei ricorda il Presidente dell’Ente cittadino in questione, di cui naturalmente faremo nome e cognome, perchè la nostra inchiesta non finisce qui, ha la possibilità, legittima, di chiedere questi permessi. E’ di lana caprina, però, la distinzione che Lei fornisce tra la titolarità delle vetture, intestate alla moglie e alla figlia e l’utilizzo istituzionale che ne farebbe. Cioè: Lei sostiene che le auto di famiglia sono utilizzate per incarichi istituzionali. Perciò, per restare nell’ambito del suo chiarimento, quando c’è il sole questo Presidente utilizza il motociclo Piaggio ma sempre per incarichi istituzionali, essendo questo mezzo tra i beneficiari di tale permesso? Ho qualche dubbio che la questione sia in questo ambito e non credo che voglia offendere l’intelligenza dei nostri lettori. Infine non tocca a noi verificare i rapporti tra lettore ed Ente: non facciamo sponda a nessuno ma vediamo i fatti e le carte. Sono certo che Lei ignorava la destinazione finale di quei permessi: ora che lo sa deve farci sapere se restano validi anche per vetture intestate alla famiglia del Presidente.                                t*

Consiglia

Cronaca

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->