«Perchè non posso vivere la fede attivamente». Pasquale Petrosino racconta il suo cammino di fede e il disagio che ora vive perché escluso

Scritto da , 8 ottobre 2017

Pina Ferro

 

«Ho fatto delle scelte di vita, delle scelte d’amore, di verità e di libertà ma sono sempre io e la mia fede in Dio è sempre la stessa oggi più di ieri, ma non posso servire il Signore come vorrei». E’ da questo forte senso di disagio e malessere che nasce l’idea di Pasquale Petrosino, militare in servizio a Salerno di mettere in piedi il primo grande raduno cristiano aperto a tutti e che ha per tema “Il cantico degli esclusi”. Nell’organizzare l’evento, in programmma il prossimo 12 novembre, Petrosino è affiancato, dal compagno Antonello De Rosa e dall’amica Giovanna Gerardi. Pasquale Petrosino fin dall’adolescenza ha sempre vissuto in maniera molto attiva e, sentita la sua fede. Un darsi da fare a favore della crescita spirituale delle comunità in cui viveva che è stato sempre sostenuto e lodato dai sacerdoti. Poi all’improvviso tutto è cambiato quando ha dichiarato il suo pensiero che delineava il suo vero “io”. Pasquale Petrosino, siciliano d’ origini e salernitano di adozione, ha un cammino cristiano importante alle spalle. «Avevo 13 anni quando sono entrato a far parte della “Gioventù Francescana”, a 17 anni ero il consigliere regioale. Per anni mi sono occupato di catechesi e formazione; ho portato avanti studi di teologia. Il mio lavoro mi ha portato a Salerno dove mi sono sposato ed ho avuto la gioia di diventare padre. In questi anni la mia fede in Dio e cresciuta al punto che nel 2010 il sacerdote della Parrocchia di Siano, dove vivevo con mia moglie, mi ha proposto di intraprendere il percorso per diventare diacono». All’epoca Pasquale Petrosino era molto attivo nella sua parrocchia e si dava da fare ininterrottamente per coinvolgere nella preghiera chi magari in chiesa non ci entrava mai o quasi. Così portò le persone a pregare fuori dalla chiesa. «Io, intendevo il mio percorso di diacono come un servizio in funzione degli altri» Poi cosa è accaduto? «A 32 anni, decido di fare un scelta di verità e di libertà. Torno a casa e racconto a mia moglie che due giorni prima avevo conosciuto un uomo. Da quella sera non ho dormito più con lei. Avevo la piena consapevolezza che la mia scelta mi avrebbe fatto perdere tutto, in particolare il mio percorso di evangelizzazione. Mi sono ritrovato solo. Intanto, mi ero separato. Il deserto intorno a me. Ma non ho mai lasciato il mio percorso di studi». Pasquale andava in chiesa come ha sempre fatto. «Lo scorso anno scorso avevo iniziato a frequentare la chiesa di Santa Lucia, nel centro storico di Salerno. Una domenica il parroco chiese ai fedeli presenti a messa chi aveva voglia di dare una mano. Ovviamente mi presentai al sacerdote “eccomi”. Mi affidò l’animazione della Santa messa. Ovviamente io andavo in chiesa con il mio compagno». Pasquale era felicissimo. Poi, un giorno il sacerdote lo avvicinò dicendo che qualche fedele aveva storto il naso. «La cosa non mi bloccò. Continuai ad andare in chiesa con il mio compagno». Quest’anno Pasquale ha nuovamente risposto alla chiamata del sacerdote. «Quando mi sono presentato il parroco mi ha detto che potevo dare una mano ma non dovevo presentarmi con il mio compagno o in alternativa andare in gruppo in modo in modo da camuffare. Ovviamente la mia risposta è stata no!». E’ da questo che nasce l’idea di un evento aperto a tutti coloro che oggi non possono vivere appieno la loro fede e il loro credo. «Perchè non posso vivere la fede in un ruolo attivo. Perchè? Io vivo una condizione d’amore. Io voglio manifestare il mio amore a Dio e agli altri. Perchè non posso farlo0…». La stessa condizione di Pasquale vivono anche i separati e coloro che hanno scelto di amare un separato. Giovanna Gerardi fin dall’inizio ha sposato l’idea di Pasquale Petrosino. Quando decidiamo di sceglie il percorso più duro e faticoso, vivere l’amore, le difficoltà, il sorriso, i problemi, noi scegliamo di vivere la vita in tutti i suoi lati, una meravigliosa invenzione divina che ci è stata regalata e va vissuta in tutti i suoi colori, passioni, paure e desideri. Quest’evento è aperto a tutti, un momento di unione per stare insieme e sottolineare che la Vita noi l’Amiamo».

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