“Perché l’italia cresce poco”, Carlo Cottarelli al rotary nord dei due principati

Scritto da , 28 Febbraio 2019
image_pdfimage_print

di Aniello Palumbo

“ Sono sette i peccati capitali che affliggono l’economia italiana, riducendone le possibilità di crescita: l’evasione fiscale, la corruzione, la burocrazia, la lentezza della giustizia, il crollo demografico, il divario tra il Sud e il resto del Paese e la difficoltà che abbiamo avuto a convivere con l’Euro”. A spiegare perché l’Italia cresce poco, richiamando i concetti espressi nel suo libro :” I sette peccati capitali dell’economia italiana”, è stato il famoso economista italiano Carlo Cottarelli, che era stato incaricato dal presidente della repubblica Sergio Mattarella di formare il nuovo governo; ospite fisso a “Che tempo che fa”, il talk di Fabio Fazio in onda su Rai 1; per decenni funzionario del Fondo Monetario Internazionale, attualmente Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il professor Cottarelli è stato ospite, martedì sera, della conviviale rotariana a lui dedicata, organizzata all’Hotel Due Principati di Baronissi, dalla presidente del Club Rotary Salerno Nord Due Principati, Sirella Renda, in interclub con il Club Rotary di Eboli, presieduto da Gabriella Gallevi; dal Club Rotary Nocera Inferiore Sarno, presieduto da Antonio Bello; e dal Club Rotary Campagna – Valle del Sele, rappresentato dal Vice Presidente Raffaele Viviani. Cottarelli è venuto a Salerno grazie al professore universitario Francesco Fasolino, Past President del Club Rotary Nord, e alla professoressa Paola Adinolfi, direttore del Centro Interdipartimentale per la Ricerca in diritto, economia e management della Pubblica Amministrazione – CIRPA e del Master di II livello in Direzione delle Aziende e delle Organizzazioni Sanitarie – DAOSan che ha invitato il dottor Cottarelli al convegno “L’innovazione possibile. Modelli per il cambiamento”, organizzato dal Master DAOSan (il cui bando è di prossima pubblicazione), in partnership con il Centro Interdipartimentale CIRPA e con l’Ordine dei Medici della provincia di Salerno, che si è tenuto questa mattina presso il Teatro d’Ateneo dell’Università degli Studi di Salerno e al quale hanno partecipato come relatori, moderati dal giornalista Alessandro Barbano, il dottor Raffaele Calabrò, Magnifico Rettore del Campus Bio-Medico di Roma, Elio Borgonovi, presidente del CeRGAS dell’Università Bocconi di Milano, Giovanni D’Angelo, presidente dell’Ordine dei Medici di Salerno, oltre naturalmente la professoressa Paola Adinolfi che ha introdotto i lavori e presentato i relatori e il Magnifico Rettore dell’Università di Salerno, Aurelio Tommasetti, e il professor Vincenzo Loia, Direttore del Dipartimento di Scienze Aziendali. Dopo i saluti del Governatore del Distretto Rotary 2100, l’ingegner Salvatore Iovieno, a introdurre la relazione di Cottarelli all’Hotel Due Principati, è stato il dottor Ciro Toma, Direttore dell’Inps Provinciale di Salerno e socio rotariano, che ha ricordato il ricco curriculum dell’economista cremonese. La presidente Sirella Renda, richiamando il simbolo del Rotary, la ruota, ha spiegato che: ”Anche l’economia di un Paese, come la ruota del Rotary, dovrebbe essere un ingranaggio perfetto”. Cottarelli ha spiegato che:” Oggi gli italiani, in termini di potere d’acquisto, al netto dell’inflazione, hanno in media lo stesso reddito di venti anni fa. Un ventennio senza crescita è un fenomeno del tutto eccezionale per l’economia italiana: dal 1861 non era mai successo”. L’economista ha spiegato che è cominciata in Italia una leggera recessione:” Per uscirne bisogna sperare che migliori anche la situazione in Europa perché parte del rallentamento è dovuto almeno per due terzi all’Europa e per un terzo al fatto che negli ultimi mesi dello scorso anno lo spread è salito a causa della definizione della manovra di bilancio per il 2019. Ciò ha creato incertezza e le imprese hanno sospeso varie attività e piani d’investimento”. Cottarelli non ha una visione ottimistica del nostro futuro:” Se ci va bene cresciamo poco; se ci va male potemmo trovarci nella situazione del 2011, con lo spread che sale: questo potrebbe avvenire se ci fosse un rallentamento forte della crescita in Europa. In quel caso potremmo finire in una recessione seria”. Secondo Cottarelli sarebbe sbagliato e costoso uscire dall’euro:” Uscire dall’euro sarebbe una follia. Anche se con l’introduzione dell’euro nel nostro Paese, nei primi dieci anni, sono aumentati i costi di produzione e l’Italia non è stata più competitiva sui mercati internazionali. Abbiamo gestito male l’entrata nell’euro. Oggi comunque anche in Germania i costi di produzione stanno aumentando più rapidamente che da noi e il divario sta diminuendo. Siamo però ancora lontani dal recupero totale: è necessario fare delle riforme che riducano i costi di produzione delle imprese italiane”. Cottarelli ha lanciato un messaggio ai giovani:” Bisogna rimboccarsi le maniche e cercare di occuparsi di queste sette peccati capitali e di tanti altri: noi italiani abbiamo tante virtù e se riuscissimo a liberarci di questi peccati diventeremmo il primo paese al modo. Bisogna dare la possibilità ai giovani di trovare un lavoro in Italia che sia compatibile con le loro aspirazioni di migliorare. Il problema è che l’Italia, a differenza degli altri paesi dell’Europa, non cresce e i giovani preferiscono andare fuori”. Secondo Cottarelli l’attuale Governo non sta andando nella giusta direzione: ” Se vogliamo ridurre la tassazione fiscale bisogna ridurre la spesa che invece sta aumentando: questo renderà ancora più difficile tenere i conti pubblici in ordine che è fondamentale per dare stabilità alla crescita economica”.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->