Per Sannino è già l’ultima spiaggia

Scritto da , 7 novembre 2016
sannino

di Marco De Martino

SALERNO. E’ quasi diventato fisiologico, di questi tempi a Salerno, parlare di cambio di allenatore. Quasi come l’accensione delle Luci d’Artista. Un argomento determinato, purtroppo, dalla mancanza di risultati della Salernitana che negli ultimi vent’anni ha quasi sempre concluso il campionato con un allenatore diverso da quello che l’aveva cominciato. E così la sconfitta del Tombolato ha fatto nuovamente emergere lo spettro dell’esonero per il tecnico in carica -in questo caso Sannino- e fatto venir fuori questo o quel nome buono per ogni stagione. Da Gautieri a Gregucci, da D’Aversa a Menichini, da Bollini a Reja, ecco nuovamente riproporsi in tutta la propria stucchevolezza il toto allenatore autunnale. “Merito” di Sannino capace, a questo punto del campionato, di fare addirittura peggio di Torrente (ma di questo leggeremo a parte). Ed è proprio qui che casca l’asino. Perché nella passata stagione il trainer di Cetara durò fino a febbraio perché l’organico allestito in estate non era ritenuto non all’altezza e inoltre era falcidiato dagli infortuni. Quest’anno la società è però convinta di aver allestito una rosa di tutto rispetto, in grado di partecipare ai play off; una rosa che peraltro Sannino ha avuto a disposizione quasi sempre al completo. Anzi, il fato ha voluto che una delle due vittorie stagionali, quella nel derby con il Benevento, sia giunta proprio al termine dell’unica settimana in cui il gruppo era stato decimato da acciacchi e squalifiche. E così per Sannino non c‘è alibi che tenga (nemmeno il rosso di Tuia…) per giustificare questa mancanza di risultati. O si cambia registro oppure si cambia manico. C’è poco da fare. La partita con la Ternana rappresenta già la proverbiale ultima spiaggia per l’allenatore di Ottaviano. Bisognerà vincere con i rossoverdi e poi dare continuità di risultati alla squadra granata, magari non pareggiando quattro partite di fila ma inanellando un filotto di vittorie per risalire la china. In caso contrario il club di via Allende sostituirà Sannino. Un tecnico arrivato a Salerno tra la soddisfazione generale (c’è chi aveva benedetto il mancato arrivo di Simone Inzaghi, oggi tecnico rivelazione in serie A alla guida della Lazio…) che però ha avvertito la pressione della piazza e quasi subito ha perso la bussola, incaponendosi soprattutto nel voler lasciare a tutti i costi Rosina in campo, snaturando una squadra che aveva trovato la propria quadratura con il 4-4-2. Un po’ come fece Torrente con Gabionetta un anno fa. E’ arrivato, dunque, il momento delle scelte per Sannino per raddrizzare la sua parabola discendente alla guida della Salernitana. Il tecnico ha concesso un giorno di riposo in più al gruppo, che riprenderà ad allenarsi domani pomeriggio al Mary Rosy. Contro la Ternana mancherà di sicuro Tuia, che sarà squalificato dopo l’espulsione di Cittadella. Non ci sarà nemmeno Luiz Felipe, che risponderà alla convocazione della Nazionale brasiliana under 20. A questo punto Sannino potrebbe decidere di varare la difesa a quattro, come quella vista nella seconda parte del match di Cittadella. Accanto a Bernardini potrebbe giocare Mantovani oppure Schiavi, con Perico e Vitale nel ruolo di terzini. Il nodo fondamentale da sciogliere sarà però quello relativo al centrocampo ed all’attacco. Tutto ruota attorno a Rosina, come sempre. Ma per Sannino, ormai, è arrivato il tempo delle decisioni irrevocabili.

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