«Per la vecchia politica un Paese più giusto è irrealizzabile»

Scritto da , 6 febbraio 2018
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Adriano Rescigno

Idee chiare per Anna Bilotti esponente del Movimento 5 stelle candidata alla Camera dei Deputati all’interno del collegio proporzionale. «A chi parla di incompetenza oggi, soprattutto alla luce delle eccellenze che hanno scelto di candidarsi nei collegi uninominali per il Movimento 5stelle, non resta che rifugiarsi nella generalizzazione, la via più battuta da chi non ha argomenti a sostegno delle sue tesi» Su quale perno ruota la sua campagna elettorale?

«Realismo: proveremo con i numeri delle coperture che un Paese più giusto, irrealizzabile a detta della vecchia politica prigioniera dei suoi privilegi, è assolutamente un obiettivo a portata di mano se ci si rimbocca le maniche» Convinca un elettore indeciso. «Il Movimento 5 stelle non sta facendo promesse elettorali oggi per un domani sulla base del nulla.

Il Movimento che ho l’onore e l’onere di rappresentare ha già dimostrato la sua coerenza portando avanti punto per punto, durante la scorsa legislatura, il programma del 2013. Ed è in questa coerenza che risiede tutta la credibilità per diventare forza di governo»
Cosa direbbe ad un elettore del centro destra?

«Le vengono a parlare di legalità avvalendosi come ambasciatore di Silvio Berlusconi che non è, per via della sua condotta, nemmeno candidabile: o credono che la politica (e la vita delle persone che essa governa) sia una barzelletta o che lei non abbia la capacità di percepire il ridicolo. O tutte e due insieme».

Cosa direbbe invece ad un elettore del centro sinistra?
«Hanno nei loro circoli le foto di Berlinguer ma non sanno nemmeno cosa sia la questione morale. Hanno votato le maggiori nefandezze insieme a quelle forze politiche a cui, chiedendovi il voto, vi avevano promesso di opporsi».

Secondo lei i fatti di Macerata saranno determinanti per una perdita del consenso da parte degli schieramenti di destra?

«La violenza non è mai una soluzione, va condannata sempre e comunque. Non ci sono scusanti, mai. L’unica domanda che dovrebbe porsi la politica dinanzi ad accadimenti come quelli di Macerata è dove ha sbagliato fino ad ora. Chiunque pensi di trasformarla in una vicenda da cui perdere o guadagnare voti fornisce la prova provata della sua ingratitudine a guidare il Paese».

Intanto, i grillini continuano il tour elettorale: in vista delle politiche del 4 marzo infatti i candidati si recheranno nei singoli comuni per incontrare i cittadini.

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