Pd, Landolfi vola a Roma. Reggenza Mastursi – Vitiello

Scritto da , 15 maggio 2013

Anche il Partito Democratico salernitano avrà il suo traghettatore. Come a Roma così qui, c’è chi sarà a capo del Pd fino al prossimo congresso. Una rimodulazione che rispecchierà, però, non tanto i risultati elettorali quanto l’incarico ministeriale ricevuto dal sindaco Vincenzo De Luca. Ed ecco il perché. L’attuale segretario provinciale Nicola Landolfi dovrebbe affiancare proprio De Luca durante la sua esperienza romana. Si dice che sarà lui l’anello di congiunzione politico tra la Capitale e il territorio salernitano. Un incarico dal duplice obiettivo: allentare la tensione interna al partito salernitano (che comunque c’è, dopo i risultati elettorali) e rafforzare la schiera di deluchiani a Roma. Al suo posto, qui a Salerno ci sarà un reggente. Come al Comune, insomma. E mentre a Palazzo di Città si valutano ancora diverse ipotesi prima che l’iter per la decadenza prosegua, nel Pd di via Manzo, la successione è automatica. Landolfi sarà sostituito da Nello Mastursi, praticamente suo attuale secondo all’interno della segreteria provinciale. Inoltre, ad affiancare Mastursi ci sarà Maria Rosaria Vitiello, attualmente candidata al consiglio comunale a Scafati. Inalterate le altre cariche, almeno fino al congresso provinciale. Ma in questo caso, sarà tutt’altra storia. Attualmente, le correnti all’interno del Pd salernitano sono molteplici, con i lettiani (associazione 360, per intenderci) che spingono per ottenere i vertici della segreteria. Vaccaro, deputato Pd e fedelissimo del premier Letta, vorrebbe Vincenzo Pedace (attuale segretario dei Gd) alla guida del partito senior. Poi ci sarebbero i renziani, con Paolo Russomando (sindaco di Giffoni Valle Piana) che vorrebbe portare il suo gruppo all’interno della prossima segreteria. Infine c’è l’associazione “Non uno di Meno” la cui linea però non è ancora abbastanza chiara, pur ispirandosi al rinnovamento.

Naturalmente questo uno dei possibili scenari se il Pd resterà così come è. Cosa che è, secondo l’analisi politica di molti, abbastanza improbabile. C’è chi scommette che la scissione sia dietro l’angolo. E qui a Salerno c’è anche un elemento in più: le prossime elezioni amministrative del capoluogo. Non è detto che De Luca (o chi per esso) abbia intenzione di utilizzare (sarebbe la prima volta) il simbolo del Pd.

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