Pd, flop Tartaglione Non c’è l’accordo

Scritto da , 6 maggio 2014

di Andrea Pellegrino

Anche questa volta la Tartaglione si ferma allo stop. E questa volta a rischiare tutto è anche lei, che dalla elezione a segreteria regionale non è riuscita a portare a termine neppure una assemblea d’insediamento. I numeri a quanto pare non ci sarebbero e senza un accordo ampio la deputata del Pd rischierebbe davvero la poltrona di segretaria regionale. E ieri il Partito democratico l’ha messa nuovamente sotto scacco, facendo venir meno il numero legale e facendo saltare tutte le nomine. A quanto pare neppure le due ore di ritardo dell’avvio dei lavori hanno convinto Guglielmo Vaccaro ad accettare la soluzione Tartaglione, ossia il nome di un tecnico, al di fuori della politica, alla presidenza del partito. Tra i nomi sul tappeto quello di Bruno Discepolo e del notaio Dino Falconio. Entrambi però bocciati dal deputato scafatese che vorrebbe un politico – ed un suo fedelissimo – al vertice del partito regionale. Così dopo le due ore di trattative in sala sarebbero rimasti solo 89 presenti su 133 membri. Un quorum basso per proseguire i lavori e l’elezione della presidenza, della commissione di garanzia e della direzione regionale. Tra i presenti, gran parte sarebbero giunti direttamente da Salerno: insomma a quanto pare i deluchiani c’erano a differenza dei componenti dell’area napoletana e di quelle che fanno riferimento a Vaccaro e Grimaldi, quest’ultimo in corsa per la presidenza della commissione di garanzia. Il tutto ora sarebbe rinviato a data da destinarsi. O meglio a dopo le elezioni europee, quando arriveranno i risultati che consacreranno il vincitore di questa prova di forza tutta interna al Pd campano. Insomma a quanto pare neppure la recente mediazione di Guerini, braccio destro di Matteo Renzi, avrebbe convinto le diverse anime a trovare la giusta sintesi, anche in vista dell’appuntamento elettorale per il rinnovo dei vertici della Regione Campania. Seppur a quanto pare proprio la corsa verso Palazzo Santa Lucia avrebbe surriscaldato le anime interne, che più che in campagna elettorale per le Europee sono già impegnate per le Regionali 2015. De Luca compreso.

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