Pd, Emiliano resta Rossi e Speranza no

Scritto da , 22 febbraio 2017
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di Andrea Pellegrino

Michele Emiliano resta nel Pd e si candida alla segreteria del partito. Rossi e Speranza proseguono sulla loro strada e preparano anche gruppi autonomi alla Camera dei Deputati ed al Senato. Ieri la direzione nazionale ha eletto ed insediato la commissione per il congresso. «La commissione che abbiamo composto, con criteri di pluralismo e rappresentanza, fotografa lo stato attuale del Partito Democratico – spiega Matteo Orfini che ha assunto le funzioni di segretario nazionale, dopo le dimissioni di Matteo Renzi – Avevo invitato alcuni aspiranti candidati al congresso a partecipare a questa discussione, hanno deciso di non partecipare, ma abbiamo lo strumento per integrare la commissione in futuro». L’organo di partito sarà così composto: Fregolant, Nardi, Del Barba, Carbone, Lo Sacco, Bini, Ginoble, Di Marzio, Piccione, Morassut, Montanari, Mancini, Campana, Bordo, De Maria e Acunzo. Più Lorenzo Guerini, già vicesegretario nazionale del Pd. Poi l’appello: «C’è ancora tempo – dice Orfini – perché la richiesta di una discussione programmatica che accompagni il congresso sia accolta. Può e deve essere accolta. C’è tempo per organizzare, in giro per l’Italia, una discussione che renda ricco e carico di contenuti il lavoro del nostro congresso». «Dalla Direzione Pd nessuna novità. Prendiamo atto della scelta assunta da Michele Emiliano di candidarsi nel Pdr – ha commentato Roberto Speranza – Noi andiamo avanti sulla strada della costruzione di un nuovo soggetto politico del centrosinistra italiano che miri a correggere quelle politiche che hanno allontanto dal nostro campo molti lavoratori, giovani e insegnanti. Occorre iniziare un nuovo cammino». Presenti quasi tutti i big del partito, compreso Vincenzo De Luca. «E’ bene che si discuta ma stanno all’interno evitando lacerazione. Mi auguro che prevalga la stagione della responsabilità», ha detto il governatore della Campania. «Bisogna – afferma ancora – chiedere scusa per alcuni errori commessi nella riforma della scuola e della Pubblica amministrazione, pur se è necessario eliminare sacche di parassitismo». Per ora il sostegno del governatore è per Matteo Renzi. Dopo l’allontanamento tra i due, in seguito alla sconfitta referendaria, pare che oggi, in vista del congresso, si sia ritrovata la pace (armata). Con un De Luca, però, ridimensionato su tutti fronti e soprattutto all’interno del Pd in Regione Campania.

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