Pd, Bassolino va all’attacco. Landolfi: “Pur applicandomi non ho capito”

Scritto da , 20 ottobre 2014

di Andrea Pellegrino

Antonio Bassolino ribadisce la sua strategia per le Regionali: «Sì alle primarie. Ma si decida in fretta, o il Pd perderà». E’ la seconda volta che l’ex governatore lancia il suo appello. Ieri dal suo neo profilo Facebook è ritornato sull’argomento regionali, non nascondendo, come sempre, errori o volontà del Partito democratico nella gestione di questa particolare fase. Dei nomi Bassolino non s’appassiona. Dalla sua vorrebbe un «candidato presidente ampiamente condiviso», anche se «dovesse essere fuori dagli schemi». Insomma anche se dovesse provenire dal mondo intellettuale andrebbe bene per Antonio Bassolino, purché «si superi la logica delle correnti interne». Stabilito il nome, per l’ex Governatore sarebbero solo «primarie confermative» ed il gioco è fatto. «Ma il Pd davvero vuole questo?», s’interroga Bassolino che sintetizza: «Andiamo con ordine. Io sono per le primarie e voglio che si facciano (non tutti le vogliono). Vorrei anche che si vincesse, contro Caldoro (non tutti lo vogliono) e contro de Magistris». Allora, spiega l’ex sindaco di Napoli: «Uno: meglio avere un nome vero (vero, non finto) largamente (non dico mica da tutti) condiviso e gli attuali possibili candidati riflettono se non candidarsi (e in questo caso primarie di fatto confermative) o candidarsi lo stesso; due: Guerini dice che non vorrebbe la conta tra De Luca e Cozzolino, che hanno legittimamente annunciato, come la Saggese, una loro disponibilità a candidarsi. Allora bisogna che Guerini o la segreteria regionale indichino altri nomi e si fanno primarie molto competitive. Con un patto chiaro: chi vince riceve l’appoggio di tutti; Tre – conclude Bassolino – non vi è né ipotesi uno né due. Significa che il Pd vuole perdere». Non si è fatto attendere il commento di Nicola Landolfi, segretario provinciale del Pd: «Pur applicandomi non ho capito. Se c’è il candidato, non ci sono le primarie. Se ci sono le primarie, non c’é il candidato. La terza via ci ha sempre fatto perdere tempo, di solito. Un partito normale, in un paese normale, in una regione normale farebbe la cosa più semplice, quella che corrisponde alle attese diffuse. Candiderebbe il candidato più bravo, il candidato piu forte, quello in grado di reggere la sfida con l’uscente e in grado di fare le liste. Ma noi siamo la fantascienza, non la scienza».

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