Pd: “Alfieri non passerà. Aveta, Raia e D’Anna non ci sono”

Scritto da , 24 aprile 2015
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di Andrea Pellegrino

Al partito regionale sono certi che la candidatura di Franco Alfieri non passerà. E probabilmente anche Nicola Landolfi sa bene che quella salernitana è stata una forzatura, ben organizzata per togliere dall’imbarazzo il candidato alla presidenza Vincenzo De Luca. Domenica il caso approderà in assemblea regionale, poi se dovesse superare l’ostacolo, il blocco ci sarà in commissione di garanzia. «La candidatura di Alfieri non rientra nel regolamento e nel codice etico». Il problema riguarda la sua imputazione per corruzione nell’ambito del processo sulle strade fantasma provinciali. Quindi, con molta probabilità, si riaprirà almeno una casella nella lista provinciale del Partito democratico, con tutte le conseguenze del caso. Tutt’altra storia quella dei sindaci candidati che hanno avviato il processo di decadenza per evitare l’ineleggibilità imposta dalla recente legge elettorale Caldoro. Anche in questo caso il nazionale sarebbe stato categorico: «Via dalle liste coloro che hanno avviato l’iter e non si sono dimessi». Ora tecnicamente le dimissioni non varrebbero, perché effettivamente trascorsi i canonici venti giorni prima dello scioglimento definitivo del Consiglio comunale. Ma questa potrebbe essere l’unica strada perseguibile per salvare la candidatura nelle fila del Pd. E’ il caso a Salerno di Paolo Russomando (Giffoni Valle Piana) e di Tommaso Amabile (Fisciano) ma anche dello stesso Franco Alfieri (Agropoli). Per i primi due, fanno sapere, dovranno arrivare le dimissioni. Anche gli escamotage immaginati, decadenza poi dimissioni, ed altro ancora, pare che siano stati già banditi dalla sede di via Santa Brigida. Ma lo scontro potrebbe essere acceso e non è escluso che il Pd regionale possa stravolgere la lista provinciale. Al punto che Nicola Landolfi avrebbe già avvertito: «Il simbolo è mio, se non mi sta bene non firmo la lista». C’è poi la vicenda delle civiche del presidente che sarebbero al vaglio di un comitato ristretto istituito al Pd Campania, con la presenza di Nello Mastursi, vero protagonista della composizione di “Campania Libera” e “De Luca presidente”. I casi di imbarazzo allo stato, riguarderebbero Carlo Aveta, Paola Raia e Vincenzo D’Anna ma a quanto pare i nomi non sarebbero stati ancora portati all’attenzione dell’organo di controllo della coalizione. Cosa diversa per Tommaso Barbato e per l’ex questore Franco Malvano che avrebbero ottenuto già il via libera. Non è escluso che Carlo Aveta e Paola Raia possano però trovare ospitalità nella lista “Campania civica” che sarà a sostegno di Vincenzo De Luca. Ma in questo caso sarà solo e soltanto nella discrezionalità del candidato presidente scegliere o meno le candidature. A Salerno, intanto, il caso Alfieri apre inesorabilmente i giochi all’interno delle tre liste. Nello Fiore a questo punto, estromesso dalla lista Pd, spera in un ripescaggio mentre in Campania libera, gli attuali componenti già in campo non gradirebbero la presenza del sindaco di Agropoli. Tra questi l’uscente Enrico Coscioni, che mirerebbe alla riconferma senza intoppi. Poi da chiarire ci sarebbe la posizione di Luca Cascone, assessore alla mobilità che avrebbe già annunciato la sua presenza in “Campania Libera”. Ma a questo punto domenica pomeriggio potrebbe cambiare nuovamente tutto.

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