Pax romana, Lega e FdI non ci stanno, sarà sui territori lo scontro

Scritto da , 4 Settembre 2019
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di Adriano Rescigno

E dunque sarà il secondo governo in meno di due anni. Giuseppe Conte questo pomeriggio scioglierà la riserva a poi sarà con tutta probabilità governo giallorosso. Scenario interessante soprattutto per quanto riguarda le ricadute territoriali delle decisioni nazionali e se da i sindaci del Partito democratico l’apertura c’è a destra preparano i pop corn per assistere ad una alleanza che a detta del senatore ed ex presidente della Provincia, Antonio Iannone è: «Il capolinea del paradossale». Le spine arriveranno dai territori dunque per il senatore di Fratelli d’Italia che: «Siamo al capolinea del paradossale. I democratici ed i cinque stelle si sono detti le peggiori cose in campagna elettorale, in parlamento, sui territori, nei consigli comunali adesso vanno a braccetto. Un qualcosa che per logica è impensabile. La nostra sensazione è quella che c’è un progetto di allenaza duratura se non addirittura di un partito insieme. Ci sono forze transnazionali che vogliono questo governo contro gli italiani. Confermiamo che saremo in piazza – continua – non appena ci sarà la convocazione delle camere. Il popolo ha dimostrato di essere a destra, ci ritroviamo con il governo più a sinistra della storia d’Italia»; e poi arriva la stoccata sui territori: «Sono curioso per davvero di capire cosa ne pensa De Luca di condividere una maggioranza con la chiattona, il testa di sedano, il fico, il bibitaro, e dall’altra parte come la vivono visti tutti gli epiteti carini che sono stati rivolti». Se Iannone è curioso Mimmo Volpe ed il sindaco di Cava Enzo Servalli sono fiduciosi ed aprono ai 5Stelle per un dialogo a favore dei territori: «Con questo governo si distende un clima avvelenato, adesso possiamo parlare di costruire e diciamo basta alle diffamazioni», commenta il sindaco di Bellizzi. L’onorevole e segretario regionale della Lega, Gianluca Cantalamessa tranchant: «Iniziamo col dire che ancora devono trovare i numeri in parlamento, compresi quelli dei loro elettori delusi. Quanto accade è la motivazione per la quale la Lega aveva presentato la sfiducia, due partiti dalle ideologie simili con un feeling forte mentre davanti agli occhi degli elettori se ne sono dette di tutti i colori. Sono sicuro che non ci sarà un altro ministro dell’Interno come Salvini ma mi auguro che chi verrà ci metta lo stesso cuore». «Per l’Italia è un brutto momento», conclude.

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