Pastificio Amato: la trattativa approda all’Ormel di Napoli

Scritto da , 30 Aprile 2013
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Per i lavoratori del pastificio Amato il prossimo passo è l’Ormel di Napoli. Si chiude con un mancato accordo la riunione, tenutasi nella serata di ieri alla presenza anche di una sessantina di ex dipendenti del pastificio, tra i sindacati e la curatela fallimentare di Luigi Amendola, accompagnato dal consulente Nicola De Caro, per quel che concerne la concessione della cassa integrazione in deroga agli attuali ex dipendenti del pastificio Antonio Amato. Il nodo della questione è, a quanto pare, prettamente economico: gli ex lavoratori, infatti, fanno capo proprio alla curatela e, nel corso dei prossimi mesi maturerà per loro anche il tfr (per una cifra che si aggira tra i 600 ed i 700 euro a lavoratore) cui dovrà far fronte proprio il curatore Amendola.
«La trattativa – spiegano Mimmo Oliva della Flai Cgil e Ciro Marino della Uila Uil che, insieme a Peppe Baldassarre della Fai Cisl, si sono confrontati con curatore e consulente – si è chiusa con accordo negativo, ma siamo comunque parzialmente soddisfatti. Il prossimo passo, infatti, è quello di sederci al tavolo dell’Ormel della Regione Campania. In quella sede presenteremo due proposte: quella della mobilità volontaria e quella della concessione in deroga con cui si risolverebbero molti problemi e si garantirebbe, a coloro che sono rimasti fuori dalla fabbrica al momento, di avere un paracadute a seconda di come si evolverà la situazione». Il tavolo all’Ormel, che sarà necessariamente convocato prima della metà di maggio alla luce dell’imminente scadenza del regime di cassa integrazione straordinaria per i circa 80 dipendenti del pastificio, prevista per il prossimo 16 maggio, rappresenta l’ultima spiaggia prima della mobilità vera e propria, ovvero del licenziamento senza se e senza ma. Chiaramente, lo scopo dei sindacati è quello di tornare da Napoli con due accordi siglati e scongiurare questa triste evenienza. I sindacati giovedì incontreranno tutti i lavoratori in assemblea per spiegare loro la situazione e le novità.
Gli occhi sono, comunque ed inevitabilmente, puntati al prossimo 3 giugno, giorno dell’asta per l’acquisto del pastificio Antonio Amato. Da ciò che emergerà da quelle buste, a seconda di chi comprerà il pastificio (ora gestito dalla Dicado srl della famiglia Di Martino) e in quali termini, gli scenari potrebbero cambiare completamente.

 

30 aprile 2013

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