Passeggiando con Rossini

Scritto da , 11 novembre 2016
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Sabato 12 novembre, alle ore 20, i pianisti Massimo Trotta e Lucio Grimaldi, saranno ospiti della rassegna Esplosioni Artistiche a Nocera Inferiore

 Di OLGA CHIEFFI

Le Esplosioni Artistiche di musica, fede, cultura, architettura, storia, arte, ideate dal direttore artistico dell’Accademia Musicale Nocerina, Pietro Sellitto, produrranno una passeggiata con Rossini, sulla tastiera di un pianoforte. Ospite di una serata evento, promossa in collaborazione con il Rotary Club, nella Chiesa del Monastero di Sant’Anna a Nocera Inferiore, sabato 12 novembre, alle ore 20, si esibirà, tra le opere in mostra di Basilio De Martino, un navigato duo pianistico, composto da Massimo Trotta e Lucio Grimaldi. Variegato il programma, basato interamente su trascrizioni di pagine celeberrime, che verrà inaugurato dalla Danza rituale del fuoco, quadro più conosciuto del balletto “El amor brujo”, composto da Manuel De Falla, dominato per intero dal ritmo che sostanzia di sé, pulsante vivo, ogni battuta ed ogni nota, trepidante, che si arresta, talvolta in un ostinato e statico scalpitare, dal sapore innegabilmente iberico. A seguire, l’ouverture della “Gazza ladra”, che si apre in modo inusitato: tre rulli di tamburo portano ad un “Maestoso marziale” di dubbia serietà. Che cosa ha voluto esprimere Rossini con questa introduzione che ha un sapore grottesco con quei ritmi “nobili” giocati fra trillo e trillo? Forse un ironico accenno all’atmosfera militaresca che pesa nella vicenda della “Pie voleuse” (il dramma di Théodore Badouin d’Aubigny e Louis-Charles Caigniez, dal quale fu ricavato il soggetto dell’opera), per poi tirar fuori due temi tutt’altro che estrosi, nei quali l’impulso ritmico sembra caricarsi di nuove connotazioni espressive che rivelano un nascente dinamismo drammatico. Fumi di zolfo per il Waltz dal Faust di Charles Gounod. La struttura è quella della scena dell’opera: durante un ballo popolare all’aperto Faust incontra per la prima volta Margherita, e le rivolge la parola. Il tenero duettino tra i due giovani interrompe dunque il Valzer. Ma la successiva ripresa del Valzer avvenga sotto il segno di Mefistofele, che aveva provocato l’incontro di Faust e Margherita. Si continua il viaggio in Spagna per sbarcare a Siviglia, sulle note dell’ouverture del “Barbiere” di Rossini, con il suo Andante sostenuto d’apertura alternante accordi poderosi a brevi scalette e a note ribattute, misteriose e incerte, prima di cedere il passo all’Allegro con il primo tema, celeberrimo, giocato sulla lamentosa ripetizione del semitono discendente Do-Si, che pare mostrare ironicamente le tristezze della vita, e concludere in tonalità maggiore, con il famoso tema gaio e giocoso. Virtuosismi per archi nell’Hora Staccato di Grigoras Dinicu, un bis preparato per l’esame di fine anno e che resterà celebre sino alla fine dei tempi. Si passerà, quindi, all’ouverture della Carmen di Georges Bizet, racchiudente l’intera tradizione francese da Rameau in poi, che guarda, immune da ogni scoria, nel fondo degli abissi che l’opera e tutta la musica successiva tenteranno di sondare nel futuro. “Oro, fango, fiele e sangue” era l’impasto che Bizet chiedeva al dramma musicale, un’alchimia coinvolgente che è nel sentire di tutti noi. Rientro in Italia con la Danza di Gioacchino Rossini, la famosa tarantella notturna che impazza in un infuocato blue-moon napoletano, mentre la sinfonia del “Guglielmo Tell” del genio di Pesaro, sigillerà la serata, scatenando il galop, con la tastiera che ribollirà per evocare l’ardore di destrieri e cavalieri che, con il loro impeto portano a lieta conclusione una delle più amate pagine rossiniane.

 

 

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