Pasquino vende: Cstp, 9 milioni per averlo

Scritto da , 12 giugno 2015

di Marta Naddei Otto milioni e ottocentosessantamila euro. E’ questa la cifra base – stabilita dal ministero – dalla quale dovranno partire le aziende intenzionate ad acquistare il Cstp. Ottenuto il via libera dal Ministero dello sviluppo economico – con l’autorizzazione all’esecuzione del programma di cessione firmata lo scorso 28 maggio dal direttore generale della divisione “amministrazioni straordinarie” Simona Moleti –, ora l’azienda salernitana di trasporto pubblico locale può finalmente avviare le procedure per la vendita di un ramo dell’azienda. Il bando dovrebbe essere pronto già nelle prossime settimana, probabilmente tra la fine di questo mese e l’inizio del prossimo, e sarà aperto, ovviamente, a tutte le aziende. Una procedura che sarà avviata con una preselezione che avrà come principale criterio di valutazione – concordato da azienda e comitato di sorveglianza – quello relativo alle capacità finanziarie delle compagini che intendono rilevare il Cstp, mentre quelle tecniche, relative a servizi e personale, saranno valutate nel complesso del piano industriale che sarà presentato a corredo dell’offerta (e che sarà passato al vaglio anche delle organizzazioni sindacali di categoria). Una scelta dettata dalla necessità di ripianare, in primo luogo, l’esposizione debitoria nei confronti dei numerosi creditori; motivo che, in sostanza, è anche alla base della decisione di procedere con la cessione del ramo d’azienda. Questo perché il piano di ristrutturazione del debito presentato tempo addietro dalla struttura commissariale della società di piazza Matteo Luciani è stato ritenuto troppo debole: l’unica strada percorribile, dunque, per evitare di ripiombare nell’incubo fallimento è stata individuata nella vendita. Nel corso degli ultimi mesi, diverse sono state le aziende che hanno mostrato il proprio interesse nei confronti del Cstp. Basti pensare, ad esempio, all’accordo stretto tra la società salernitana di tpl e il colosso settentrionale dei trasporti Bus Italia per la costituzione in associazione temporanea di imprese per presentarsi alle gare europee per l’affidamento dei servizi. Ultimo in ordine di tempo è poi il palese interesse all’acquisto manifestato dalla A.Ir di Avellino che tramite una nota indirizzata al commissario straordinario Raimondo Pasquino. Un interesse rispedito al mittente, proprio alla luce dell’imminente indizione del bando di gara. «Ho fatto presente all’A.Ir – ha detto ieri mattina Pasquino – che c’è necessità di una procedura ad evidenza pubblica e che, di certo, non avremmo potuto intavolare una trattativa privata». Insomma, pare che nonostante le difficoltà economico-finanziarie degli ultimi anni, il Cstp abbia comunque mantenuto una sua appetibilità sul mercato. In merito alla cessione, Pasquino non esclude, comunque, che l’azienda possa in un certo modo mantenere il proprio status pubblico. Di fatto, dalla dichiarazione di stato di insolvenza, la società di trasporti risulta essere senza formale proprietario (dunque, gli enti pubblici che ne erano soci). «Qualcuno, come ad esempio il Comune di Salerno, potrebbe intervenire in questo senso». E, a quanto pare, quella che si prepara a mettersi sul mercato è un’azienda che nonostante la grave crisi economico-finanziaria attraversata, è tornata in buona salute tanto da non far registrare conti in rosso né personale in esubero. «Abbiamo lavorato bene sul versante del contenimento del costo del personale, mentre bisogna ancora lavorare sulle entrate, ovvero dai ricavi da bigliettazione e anche dalla velocità commerciale del servizio. Siamo comunque sulla strada giusta» – afferma il commissario straordinario Pasquino. Confermata anche l’assunzione di 25 conducenti con contratto a tempo determinato – come anticipato ieri da Cronache – per un periodo che andrà dai tre ai sei mesi. Le new entries stagionali saranno individuate all’interno dell’ultima graduatoria valida. Insomma, sembra proprio che il Cstp sia pronto a vivere la sua nuova vita, proprio come una fenice finalmente risorta dalle proprie ceneri.

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