Parziali e appiattiti, Boeri boccia tutti

Scritto da , 17 maggio 2014

di Marta Naddei

Appiattimento della Soprintendenza sulle posizioni del Comune e Commissione locale per il paesaggio di dubbia imparzialità. Luigi Boeri, l’ingegnere incaricato dalla Procura di Salerno di stilare una perizia sul caso Crescent – nella sua relazione, prende a picconate gli organi che – negli anni passati – hanno dato i propri pareri favorevoli alla realizzazione della mezzaluna di Bofill. Elementi, quelli emersi dalla corposa perizia dell’esperto ligure, che saranno raccolti da Italia Nostra e No Crescent nel dossier che – da qui a qualche giorno – sarà inviato all’attuale Soprintendente, Gennaro Miccio, già chiamato ad esprimere il proprio rinnovato parere sulla gigantesca opera tanto cara a Vincenzo De Luca, e a cui la Commissione locale per il paesaggio del Comune di Salerno ha inviato, in settimana, la propria documentazione (ovviamente con esito positivo alla ultimazione del Crescent, ndr). All’epoca il soprintendente era Giuseppe Zampino, che insieme all’architetto Giovanni Villani, non esercitò il potere di annullamento dell’autorizzazione paesaggistica che – di fatto – diede il via alla costruzione dell’imponente opera di Santa Teresa. Allo stesso modo, la Clp – che all’epoca si chiamava Ceci – è composta per due quinti dalle stesse persone (Anna Maria Renna e Luciano Mauro a cui, sei anni fa si accompagnava anche il dirigente comunale Davide Pelosio) che c’erano nel 2008 e in merito a cui Boeri scrive impietosamente che «la presenza di due dirigenti comunali e di un esperto agronomo oggetto di altri incarichi professionali da parte del Comune rende assai dubbie le caratteristiche di terzietà della Commissione». Insommma, troppo vicini all’amministraizone per andarvi contro. «Le amare considerazioni del perito ligure – dicono da Italia Nostra e No Crescent – derivano dal rigoroso esame dello scambio di documenti e di atti tra il Comune e l’ente di tutela nel corso dell’iter sulla prima autorizzazione paesaggistica del 2008. Quella prima autorizzazione del 2008 fu criticata dalla stessa direzione regionale della Soprintendenza e, come noto, è oggi oggetto delle indagini penali condotte dagli inquirenti». Ma le due associazioni avvertono: «Saremo vigili perché la legalità finalmente prevalga e perché ogni valutazione sia stavolta indirizzata alla effettiva tutela del paesaggio».

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