Partecipate dei Consorzi, « ricettacoli di voti» . La denuncia dei sindacati

 Quattro partecipate nate con il piede sbagliato e il cui cammino è proseguito ancora peggio. Sono le quattro "figlie" dei Consorzi di Bacino salernitani: Gesco, IsoAmbiente, Yele ed Ergon, finite nel mirino dei sindacati. Partecipate che sarebbero state create per un preciso scopo: assumere indiscriminatamente lavoratori,in maniera clientelare, per accaparrarsi una bella quantità di voti su
cui poter contare in occasione delle tornate elettorali. Insomma, quello
che è il filo conduttore dell’inchiesta sul Corisa2 che ha tirato in
ballo l’ex presidente del Consorzio, Dario Barbirotti ed altre 153
persone. In pratica, il meccanismo doveva essere questo: tutti quelli
che non era più possibile assumere nei Consorzi, venivano presi in
carico dalle partecipate, in alcuni casi senza nemmeno essere in
possesso dei requisiti necessari per svolgere questi lavori. Queste
ultime, però, sarebbero state create proprio contravvenendo alla
normativa, la quale prevede che siano i soli consorzi a gestire i
servizi riguardanti il ciclo integrato dei rifiuti. Questi ultimi, dal
canto loro, giravano appalti alle loro partecipate. Un’altra anomalia è
che queste società , in sostanza, svolgevano, e continuano a svolgere,
attività concorrenziale proprio nei confronti della loro “casa madre”.
Società , è bene specificarlo, create tutte prima dell’avvento della
gestione commissariale dei consrozi di bacino. Insomma, qualcosa che non
torna c’è : manca la chiarezza sul perché della loro nascita  e sulle
assunzioni fatte al loro interno. Troppe ed ingiustificate.Gesco:
partecipata dei 4 Consorzi (ognuno con il 25% delle quote), si occupa
della gestione dell’impianto di compostaggio di Sardone. Vi lavorano
circa una ventina di operai (posta in liquidazione con il parere
contrario di Dario Barbirotti).IsoAmbiente: partecipata al 100% del
Consorzio Salerno 2. Esperisce parte dei lavori che spetterebbero al
Corisa, facendogli, di fatto, concorrenza.Yele: partecipata del
Consorzio Salerno 4 (Cilento). Gestisce, nei fatti, i contratti con i
Comuni per la raccolta differenziata. Cosa che pertiene, invece, al
Corisa4.Ergon: partecipata del Corisa3, abbraccia un vasto
territorio di utenza, si occupa della raccolta e del trasporto dei
rifiuti solidi urbani. I lavoratori qui sono 80, la società è sull’orlo
della liquidazione.Insomma, i dipendenti di queste partecipate sono
molti. E loro stessi, più di una volta, hanno parlato di assunzioni poco
chiare all’interno delle partecipate dei consorzi di bacino
salernitani. In più di una occasione, ne è stato chiesto lo
scioglimento.La loro nascita, il loro “surplus” di personale, non è
certamente passato inosservato. A sollevare dubbi su nascita e ruolo
delle partecipate della rete dei Consorzi, sono i sindacati che,dopo
aver atteso vanamente le scuse del sindaco De Luca in merito a frasi
certamente poco eleganti e, perché no, poco corrette nei confronti dei
lavoratori napoletani del Consorzio di Bacino Salerno 2 in occasione
della protesta della scorsa settimana, hanno deciso di uscire dal
silenzio con una nota infuocata indirizzata al primo cittadino di
Salerno (e portata anche presso la Procura della Repubblica con relativa
documentazione allegata). « Dopo le esternazioni razziste del sindaco De
Luca – afferma il segretario regionale del Sindacato azzurro, Vincenzo
Guidotti che, con Vincenzo De Vincenzo della Rdb e Antonio Di Nardo
dello Slai Cobas ha stilato la nota – abbiamo deciso di dire basta a
questo vero e proprio delirio di onnipotenza del primo cittadino
salernitano. Sono stati tanti i lavoratori partenopei che, lavorando in
questo settore anche a Salerno, si sono ammalati o sono morti. Le sue
parole sono vergognose» . E sulle partecipate afferma: « Sono state create
appositamente come aggregatori di dipendenti e, di conseguenza, di voti
per i vecchi signori dei consorzi. Come vettore della malapolitica.
Devono essere tutte sciolte» .