Parte l’hastag #lasciatecivotare

Scritto da , 11 gennaio 2015
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Una campagna per le primarie. Si chiama “lasciateci votare” ed è stata pensata da un giovane salernitano, Pierluigi Canoro, che su Facebook e Twitter ha lanciato l’hastag #lasciatecivotare. Una campagna social, cui si accompagna anche una petizione sul noto sito “change.org”, per far sì che le primarie del Pd campano possano svolgersi, dopo due rinvii, e non si avviino – come invece sembra sia nelle intenzioni tanto del partito regionale quanto di quello nazionale – verso il definitivo annullamento che avrebbe lo scopo di “far fuori” Vincenzo De Luca dalla corsa a governatore della Regione Campania. E probabilmente, c’è proprio questo alla base del lancio della campagna a sostegno delle primarie democrat, partita da Salerno. «Non ci potevate risparmiare – scrive in un post su Facebook il giovane – questo ridicolo, squallido, indegno, miserabile e patetico spettacolo?» – si domanda alla luce degli ultimi avvenimenti. «La parola va data ai cittadini: parliamo di un pilastro basilare del sistema democratico e non di una pretestuosa lagnanza o proclama populista. Primarie si o primarie no? Primarie sì». Intanto, che si facciano o meno, Vincenzo De Luca prosegue la sua campagna elettorale: sul portale del candidato alle primarie del Pd, infatti, ieri è stata pubblicata la sesta parte del programma con il quale il sindaco di Salerno intende scalare palazzo Santa Lucia. Si tratta di quella relativa a cultura e turismo ed è il frutto del tavolo tecnico tenutosi presso la “Terra delle idee” con il coordinamento di Graziella Pagano. «In Campania – spiega Vincenzo De Luca – le parole cultura e turismo possono diventare un’alleanza strategica per lo sviluppo: occorre uscire da schemi e situazioni precostituite che si dilatano nel tempo. C’è anche una generazione di nuovi talenti e di nuovi soggetti culturali che va incoraggiata, accompagnata, sostenuta. Una politica di offerta culturale sistematica e di qualità, in grado di valorizzare l’enorme patrimonio archeologico, storico e culturale esistente, rappresenta un punto di programma irrinunciabile per dare un futuro di sviluppo ai nostri territori».

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