Parte l’era del Landolfi bis

Scritto da , 7 novembre 2013
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Il congresso del Pd consacra Nicola Landolfi. Una semplice formalità, quella espletata ieri pomeriggio, durante il congresso provinciale in cui è stato proclamato segretario bis Landolfi che ha incassato 11859 voti su 14391. A sentire questo risultato si è alzato dalla platea un boato di applausi d’approvazione durato per alcuni minuti prima di proseguire con l’ordine del giorno dell’assemblea. Una sfida dura e molto dibattuta si è conclusa vedendo inoltre 150 voti per Vincenzo Pedace che pochi giorni prima degli sgoccioli dei risultati si è dimesso. A detta di molti una competizione che non doveva prendere alcuna vena polemica, le voci che son girate dovevano rimanere chiuse all’interno del partito e non alzare la voce al di fuori delle porte del Pd evitando la fuga di notizie avvenuta circa le dimissioni di Pedace e le seguenti polemiche a riguardo. Il Pd si dichiara ben organizzato ed efficiente grazie alle persone che lo stanno gestendo, Francesca Gallotta e Nello Masturzi. Ciò che è accaduto è secondo il Pd un gesto evolutivo e non un atto schizofrenico poiché avendo in sé ruoli attivi e passivi era più giusto che ci fosse un minimo di militanza. Si è posto l’esempio di quanto accaduto a livello nazionale, di altri partiti che «“allargando la borsa” hanno lasciato entrare all’interno della loro cerchia una serie di persone che non avevano idee chiare sull’orientamento politico e la strada da intraprendere. Così tutti i problemi sono sorti e i contrasti all’interno degli stessi partiti che si erano dichiarati uniti» ha affermato Pagano, ed è per questo che nel nome della parole “unione” il Pd ha ieri ribadito e spiegato, quasi minimizzando, quanto accaduto nei giorni precedenti. Le decisioni prese e soprattutto le polemiche a seguito hanno insinuato non pochi malumori, ma al fine di lavorare bene hanno anche deciso di lasciar da parte le voci di corridoio e concentrarsi per far crescere un partito che può avere ottime potenzialità per spodestare il centro destra dalla provincia. Fatto sta che nonostante Pedace abbia deciso di ritirarsi ha ottenuto quei 150 voti simbolici della stima che si era procurato e dei buoni propositi con cui era partito. Lo stesso Pedace, accolto dagli applausi di chi l’ha sostenuto e di chi ha condiviso o meno la sua scelta, si è congratulato con il nuovo segretario del Pd augurandogli di riuscire a mantenere l’incarico che gli è stato affidato, un incarico che pian piano andrà sempre aggravandosi e quindi l’augurio di riuscire a mantenere l’impegno preso. «Ritirarmi è stata una scelta difficile, non di certo facile come in molti hanno sostenuto. Ci sono stati addirittura momenti drammatici e spero nella coerenza di chi ha oggi preso un impegno così grave. Unire il partito non sempre significa unirlo sulle cose da fare. Bisogna assumersi le responsabilità, sono scelte di vita. Mi son dimesso non per dimostrare incompatibilità, ma come segnale di diversità, un segnale del quale mi sono assunto la responsabilità. L’importante è che Salerno, la costiera amalfitana, il parco nazionale del Cilento, l’aeroporto non rimangano nelle mani del centro destra. Questo adesso è l’unico obiettivo». Francesca D’Elia

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