Parlamentarie Pd c’è la corruzione tra le ipotesi di reato

Scritto da , 23 giugno 2016

Esposito si sarebbe interessato alle parlamentarie del Pd, favorendo Fulvio Bonavitacola, per ottenere da quest’ultimo piaceri al Comune di Salerno riguardanti l’appalto di Piazza della Libertà. Questo, secondo indiscrezioni, il teorema della Procura di Salerno che indaga sulle parlamentarie del Pd dell’anno 2012, collegate all’inchiesta sulla variante ai lavori di piazza della Libertà. I fatti emergono dalle intercettazioni che sono a supporto dell’inchiesta che vede coinvolto tra l’altro l’attuale governatore della Campania Vincenzo De Luca. Ma il filone sulle parlamentarie del Pd (che sono servite per la scelta delle posizioni dei candidati a Camera e Senato nella lista dem) potrebbe coinvolgere altri personaggi e l’ipotesi di reato potrebbe essere più pesante. Se confermato il teorema dei pubblici ministeri titolari dell’inchiesta, si ipotizzerebbe il reato di corruzione. I fatti raccontati portano al seggio di Nocera Inferiore “controllato” da Enrico Esposito, titolare della Esa Costruzioni, impresa aggiudicataria (fino all’interdizione antimafia disposta dalla Prefettura) dell’appalto della variante di piazza della Libertà. Tra Esposito e quell’appalto c’è il Partito Democratico della provincia di Salerno. L’imprenditore nocerino – in quell’occasione con il placet dell’allora capo dell’organizzazione del partito Nello Mastursi – puntò tutto su Fulvio Bonavitacola imbucando circa 200 schede già compilate all’interno dell’urna e investendo il contributo di 400 euro, che si fece consegnare in monete da 2 euro dal cassiere della sala Bingo di sua proprietà. Fulvio Bonavitacola, all’epoca dei fatti parlamentare del Pd e oggi vice di De Luca, oltre ad essere beneficiario “dell’operazione Esposito”, è una figura che compare spesso nelle intercettazioni acquisite durante le indagini condotte dalla Procura di Salerno. In più di un’informativa, i pm si interrogano sul ruolo di Bonavitacola a Palazzo di Città e del suo interessamento alle faccende di Esposito ed in particolare ai mandati di pagamento, nei confronti dell’impresa nocerina. Ed è proprio il collegamento tra l’imprenditore e il deputato che fa entrare a pieno titolo le parlamentarie del Pd all’interno dei faldoni giudiziari. Tra l’altro quelle famose consultazioni tenutesi a dicembre all’interno del Pd furono già oggetto di esposti e contestazioni da parte degli esclusi, con tanto di denuncia di brogli fatta dall’allora senatore uscente Alfonso Andria. Sempre in casa Pd resta in piedi l’inchiesta sul tesseramento ma quest’ultima è condotta dal pm Vincenzo Montemurro. Ma questa è un’altra storia.

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